Vandali colpiscono la sede del PD di Ciampino

 

Il concetto di intolleranza può assumere le vesti più disparate e sono tutte riconducibili allo spirito di colui che considera le proprie idee, sentimenti ed opinioni incontestabilmente vere e fondate tanto da negare, a priori, qualsiasi difformità di pensiero che le possa far diventare oggetto di discussione.

 

Politicamente parlando si manifesta con la repressione o la persecuzione di persone o opinioni ma quello che si è verificato alla sede del Partito Democratico di Ciampino, nella notte tra sabato e domenica, può essere interpretata come una delle sue tante sfumature.

 

Ennesimo episodio vandalistico che si colloca in un contesto di malumore generale che non giustifica o mistifica l’atto di assoluta e ingiustificabile inciviltà.
In una tipica domenica di dicembre dove l’atmosfera natalizia cerca di alleggerire gli animi il risveglio, per alcuni membri della segreteria politica, è stato alquanto sconcertante.

 

Una agghiacciante deturpazione dell’arredo esterno della sede gli ha accolti e lo spettacolo di bandiere e fili elettrici divelti sono la testimonianza della follia di alcuni che hanno danneggiato un bene pubblico e che, a prescindere dal colore politico, resta, in ogni caso, un azione di inurbana demenza.

 

Dure e determinate le parole del segretario della sede Salvatore Genovese che in una nota ufficiale testualmente riferisce:
<<Questi episodi di intolleranza, compiuti nell’oscurità della notte, non riusciranno ad intimidire i i militanti PD. Il nostro circolo continuerà ad essere un presidio di discussione e partecipazione aperto a tutti coloro che hanno il desiderio di confrontarsi, anche se con idee politiche diverse. Questo è il triste risultato del populismo, della demagogia e dell’ignoranza che sta prendendo sempre più piede nei nostri territori. Noi continueremo a rifiutare ogni forma di violenza e fascismo e non resteremo in silenzio di fronte all’ignoranza, perché il sonno della ragione genera mostri. Se questo episodio, da un lato, ci rattrista per il senso di commiserazione che ci provoca nei confronti di chi lo ha compiuto, dall’altro ci forgia, caparbi e temprati, nella resistenza. Certamente non ci faremo intimidire. Il confronto tra idee diverse può essere anche aspro, ma deve rimanere sempre sul piano del dialogo. Condanniamo con estrema fermezza ogni atto contrario al confronto civile e democratico. Con questa certezza, continueremo a camminare sulle nostre gambe ed a testa alta. Non ci piegheremo, né ora, né mai!>>.

 

Populismo e demagogia forse il binomio scatenante di un tale misfatto supportato da quel pizzico di ignoranza rappresentativo, probabilmente, di un malessere generale esternato nella sua forma peggiore. Perché non è con il crimine o il vandalismo che s’impongono le proprie idee le quali, cosi facendo, si impoveriscono dei loro contenuti vanificando qualsiasi presunta e legittima ragione!