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Fine marzo 2010: Nicola ci racconta i rigori dell'inverno in MONGOLIA, i preparativi per il viaggio in TRANSIBERIANA...e, con sorpresa di tutti, anticipa il rientro a FRASCATI dopo 529 giorni di viaggio e 25 nazioni visitate...

 
 
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Diario del Viaggiatore PDF Stampa E-mail
Metà Ottobre 2008 
Ciao a tutti,
come è cominciato il mio viaggio? Beh, una vera bufera, dal tremendo ritardo del mattino pre -partenza ai vari Active Imageproblemi al check-in: non volevano farmi partire in quanto non avevo il biglietto di ritorno in Italia! Spiegaglielo te che sarei tornato da Bali via terra. L´unica cosa che è riuscito a dire è stato: “Beato te”.
Arrivati a Recife il mio amico mi è venuto a prendere all’aeroporto, destinazione Olinda.
Il primo giorno è stato di riposo, ma la notte successiva ero già ad una festa Active ImageAfro-Brasiliana organizzata con frighi per strada e luce lunare (non me prendete per matto, intendevo con la luce della luna), dove naturalmente ero l´unico bianco......
Sabato!!!!!!!!!!!!!!!! Si parte tutti in moto alla scoperta di spiagge tropicali. Prima sosta Cabo Santagostinho, un posto da paura, zero turisti, prezzi economicissimi, spiagge fantastiche, acqua cristallina e onde incredibili ottime per il surf…   cosa si può chiedere di più? Abbiamo preso una Posada in riva al mare con un terrazzino che, per Active Imagequanto era vicino al mare, dovevi fare attenzione a dove mettevi le cose, altrimenti un onda avrebbe potuto portartele via! Spettacolare..... serata a birre e altro (che non vi scrivo) e dormitina cullati dal suono del mare.
Il giorno dopo si va a porto Galinha, leggermente turistico, ma molto particolare, conosciuto dai brasiliani per le piscine naturali che si formano la mattina presto per una serie di alte e basse maree che io non ho capito comunque belle da vedere ed anche per farsi il bagno visto che l´acqua raggiunge gradazioni molto piacevoli.
Il centro del paesino è simile ai nostri lungomare: ci sono baretti, ristorantini e Active Imagenegozietti che  vendono tutti i tipi di cianfrusaglie. Posto molto rilassante ma, come tutti i posti che di giorno sono tranquilli, la sera si trasforma ed eccomi catapultato in una festa in un locale che si chiama la Santeria. Entro nel locale alle 23,  tutti mi avevano detto che il bello arrivava verso le 2, ma io all´una e trenta già mi trovavo a casa di una brasiliana. In finale non mi è andata male (che chiappe!). La mattina seguente, dopo una gran colazione, via con la tavola per cavalcare le onde più grandi... avventura Active Imageconclusa con varie contusioni per tutto il corpo e tremenda serfata in testa che mi ha dato il K.O. Per il resto tutto procede sin troppo bene; magari tutto il viaggio fosse così.
Un Bacione e a presto

 

 18 novembre 2008 (Brasile, Bolivia, Cile)...
Ciao amici,
preparatevi perchè questo secondo racconto del mio viaggio sarà lungo!
Tutto il Brasile è stato fenomenale, d'altronde è come ce lo siamo sempre immaginato.
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Arrivato a Rio ho subito trovato un Ostello vicino alla mitica spiaggia di Capocabana, ma non mi dilungherò troppo sul Brasile; bello sì, ma troppo turistico per i miei gusti, anche se non ho mancato alla vita notturna di Lapa (dove tutto il mondo balla salsa), alla quotidiana partita a pallone in spiaggia tra Brasile e Resto del mondo, ed ovviamente sono anche andato al mitico Maracanà a vedere il Flamengo: grande partita e grande atmosfera! Insomma, ho fatto tutto quello che c'era da fare come ogni persona che va a passare le vacanze lungo le coste brasiliane.
Ecco che comincia il viaggio, Rio – Assuncion. Purtroppo non c'è il biglietto per il giorno che io volevo e quindi comincia l'avventura...
Rio- Cascate di Iguazù in autobus: 24 ore, poi Iguazù Ciudad dell'Est, 3 ore attraversando il confine a piedi attraverso il rio Paraguay (uno spettacolo!), poi Ciudad dell'Est-Assuncion, 6 ore.
Arrivato ad Assuncion, la mia idea era di passare lì la notte ma, come sono arrivato al terminal dei bus, senza neanche accorgemene mi ritrovo sul bus per Santa Cruz, Bolivia dove avrei incontrato una mia ex collega di lavoro. Finale della storia, mi faccio altre 31 ore di viaggio, totale ore 64 di viaggio in bus senza stop: sono arrivato a Santa Cruz sfinito.
Ne sarà valsa la pena? Cazzarola, la Bolivia mi ha subito colpito, è uno Stato bellissimo...
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Giunto a Santa Cruz senza neanche riposare, siamo subito andati a mangiare. Bistecche di Lama e Alligatore impanato, preceduto da due antipasti ed una bella bottiglia di vino bianco Cileno (d'altronde me la meritavo, visto che  per tutto il viaggio in bus avevo mangiato riso e pollo freddo), il tutto per la modica cifra di 120 Bolivianos, ossia 14 euro il tutto. È stato qualcosa di sconvolgente, la Bolivia è il paese meno caro che io abbia mai visitato, batte anche la Thailandia (anche se più di una persona mi ha detto che il Laos è ancora meno caro). Dopo Santa Cruz ci siamo spostati a Sucre, e finalmente siamo riusciti a viaggiare sui mitici Camiones.
Per fortuna la tratta è durata poco meno di 6 ore; praticamente si viaggiava tutti dentro questi camion ed ognuno di loro, ovviamente tutti Boliviani, portava con sé pacchi o fasci di varie erbe. Altri con comodini e reti per i letti: era qualcosa di incredibile e i più alti riuscivano ad arrampicarsi sugli alti bordi del camion  arreggendosi più forte che si può!
Amici, me so fatto un culo! E me stavo sempre a cacà sotto. Immaginatevi come poteva essere la strada e a quanto quel matto di guidatore poteva andare. È stato veramente pericoloso, ma davvero un'esperienza avvincente. Dopo Sucre abbiamo visitato Potosì con passaggio alle miniere vestiti da veri minatori e abbiamo attraversato tutta la montagna con tutti i pericoli che la miniera contiene. Il lavoro dei minatori è veramente duro, l'ho provato solo per 5  min ed ero già sfinito!
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Premetto che Potosì è la citta' più alta al mondo con i suoi 4060 m di altitudine, ed ovviamente, sono riuscito a trovare una laguna vulcanica con acqua termale che raggiungeva i 30 gradi a 3740 m di altezza: uno spettacolo della natura. Ai lati della crosta vulcanica c'era dell'ottima argilla e, da bravi salutisti, ce la siamo sparsa per tutto il corpo, aspettando che si sarebbe seccata per poi tuffarsi nell'acqua calda. Dopo Potosì eccoci diretti ad Uyuni, il deserto di sale più grande del mondo. In 6 abbiamo fatto un tour con la jeep attraversando tutto il deserto, visitando lagune di diversi colori. C'era la laguna verde, quella gialla, quella rossa ed altre… i loro colori dipendevano dal tipo di placton che esse ospitavano e tutte erano piene di fenicotteri rosa. Durante il giorno era tutto spettacolare, ma la notte, a 5100 m di altezza, faceva un freddo cane e poi si dormiva in una casupola fatta di sale. Per fortuna che avevo il mio sacco a pelo: mi ha veramente salvato. Abbiamo visto di tutto ed abbiamo anche di nuovo fatto il bagno in una piscina naturale a 4950 m di altitudine: che figata!
Da Uyuni abbiamo proseguito per il Cile e ci siamo diretti a San Pedro DE Atacama, praticamente un’oasi deserta in mezzo al Cile, e lì abbiamo affittato tutti e 6 le biciclette e ci siamo avventurati prima verso la Garganta del Diablo con una serie di tornanti da brivido, poi a Catarpe per ammirare le rovine Incas e, infine,m ci siamo quindi diretti alla valle della Muerte. Una gran fatica  per salire, ma che figata poi riscendere a tutta velocità giù per curve incredibili e tornanti da paura. Tornati all'Ostello abbiamo fatto con tutti i ragazi un fantastico barbecue, il tutto annaffiato con fiumi di birra: che sbornia! Ed il mattino, dopo essermi ripreso, la mia amica - senza dirmi niente - mi organizza un giro a cavallo. “Ma io non ci sono mai andato a cavallo?”, ho protestato.. Ma lei: “tranquillo, ci sono io”, e visto che lei possiede un cavallo in Italia, mi sono tranquillizzato. Come sono salito sul cavallo, ci siamo diretti a passo molto lento verso il deserto. Ogni tanto trottando, e fino a quel momento  tutto era sotto controllo, poi, una volta arrivati nel deserto, la guida e la mia amica sono partiti sparati al galoppo ed io, non sapendo cosa fare, ho cominciato a dargli dei colpetti con i talloni. Sto matto de cavallo ha cominciato a galoppa' come un forsennato, me sembrava de sta sopra Varenne, correva come un matto. È stata una delle poche volte nella mia vita in cui ho avuto veramente paura: non riuscivo a controllarlo e neanche a fermarlo. Ad ogni galoppata pensavo di cadere, me so veramente cacato sotto.... Infine si è fermato solamente quando gli altri due cavalli si sono fermati e lì ho cominciato a dire parolacce ad entrambi, incoscienti! Sento ancora tutti i dolori per quanto forte mi tenevo alle briglie e alla criniera: praticamente non sapevo come reggermi.
Però  che avventura galoppare con un cavallo in mezzo al deserto; ne è valsa veramente la pena. 
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E la sera abbiamo preso il bus per La Paz di nuovo in Bolivia. Il mattino seguente, cioè oggi 18 novembre,  la mia amica è tornata in Italia ed io sono di nuovo in giro: com'è La Paz? Sarò ripetitivo, ma è unica, la Bolivia è veramente un luogo rivelazione, non me lo sarei mai aspettato di dire che è uno dei posti che mi ha più colpito. Domani farò visita alla prigione di San Pedro, dove producono cocaina e mariuana, il giorno seguente farò in bicicletta la discesa più pericolosa del mondo - almeno così è stata chiamata - e poi visita a Tihuanaco e, infine al lago Titicaca da me tanto atteso.
Amici, scusatemi se ho scritto un po’ troppo, ma ho così tante cose da raccontare….
Purtroppo le foto tramite il cellulare non posso mandarle perché il telefono non è abilitato. Proverò più tardi tramite Email, se trovo un buon Samaritano che mi darà una mano.
A presto,
Nicola
23 dicembre 2008, Perù, Ecuador, Colombia
Carissimi amici, scusate il ritardo ma, girare per posti spesso privi di ogni comodità avanzata (semplicemente assenza di computer ) non è sempre semplice tenervi aggiornati.
Dopo aver passato indimenticabili momenti nel nord della Bolivia, tra cui l'impareggiabile tramonto sul lago Titicaca, mi catapulto in Perù. La gente qui è molto cordiale con il turista e poco dopo capisco subito il perché: praticamente quasi tutto il turismo peruviano gira intorno alla miriade di persone che invadono la cittadina di Cusco per andare a visitare le bellissime rovine del Machupicchu. Fin qui tutto bene, ma purtroppo per visitare Machupicchu bisogna viaggiare da Cusco fino ad Agua Calientes, per poi salire la montagna... ed ovviamente i prezzi per i turisti (peruviani esclusi ) sono incredibilmente alti!
Il treno, andata e ritorno nell'arco della giornata, costa 125 dollari! Ma che siete matti? È il mio budget per un'intera settimana, e così, come al mio solito, mi trovo di nuovo a dover cercare soluzioni più economiche. Durante la giornata mi informo per una strada alternativa attraverso la quale, prendendo vari bus riesco, a trovarmi ad Agua Calientes spendendo meno di 20 dollari ma impiegandoci un giorno e mezzo invece che poche ore.
Arrivato a Machupicchu mi perdo immediatamente nella sua magia: è un posto spettacolare, unico al mondo! Riesco a prendere un numeretto per salire sulla montagna Huanapicchu (non sono sicuro della spelling, sorry). Numeretto perchè solo 400 persone al giorno possono salire su Huanapicchu per via della pericolosità della ripidissma salita e, una volta arrivato in cima, quello che mi aspetta è una vista indimenticabile... tutto quello che riesco a fare è sedermi su uno dei sassi più alti e, in totale silenzio, godermi quel panorama mozzafiato: tutto Machupicchu dall'alto, qualcosa di difficile da spiegare, specialmente quello che si provava nel pensare a tutto il mistero che questa civiltà racchiude, momenti unici resi magici, dalla bellezza che la natura può esprimere.
Sceso da Huanapicchu, giro per le rovine facendo foto e visitando tutti i siti  archeologici; chi ti incontro? Il mio amico Colombiano Diego! Dopo aver girato per tutta Machupicchu, decidiamo di riscendere nel modo più economico, ossia a piedi, e così comincia l'avventura....
Per tornare ad Agua Calientes ci è voluta un'oretta (dopo aver camminato tutto il giorno anche un'oretta non è semplice), poi per di lì dovevamo seguire le rotaie del treno fino alla Idroelettrica, ed eccoci sulle rotaie alle 5 del pomeriggio a camminare soli, circondati da montagne e foreste. All'inizio era divertente ma, con l'arrivo della notte, tutto si complicava. Dopo mezzora di cammino eravamo già nel buio più completo e non riuscivamo a vedere niente; le batterie della mia torcia erano quasi finite e così abbiam deciso di tenerle per momenti più critici che eravamo sicuri sarebbero arrivati... camminando mano per mano, con una paura che qualcuno sarebbe spuntato fuori in qualsiasi momento, riusciamo ad arrivare alla Idroelettrica dopo aver attraversato vari ponti alla cieca!
Una volta arrivati, dovevamo prendere un taxi ed arrivare a Sant'Elena ma, visto l'orario, c'eravamo soltanto noi, chiedendo informazioni al guardiano della  Idroelettrica, lo stesso ci diceva che a quell'ora era impossibile prendere un taxi e che l'unica soluzione era di incamminarci!
Stanchi morti decidiamo di continuare, anche perchè sollevati dalla vista della luce della casa del guardiano ma, una volta fatta la prima curva, eccoci di nuovo immersi nel buio. Visto che la camminata non doveva essere lunga, decidiamo di accendere la torcia, così era più semplice. Vediamo che la strada era veramente ridotta male, piena di sassi, con pericolo di caduta dall'alto, praticamente dovevamo stare con gli occhi aperti. Infatti, neanche finito di dire “mi raccomando Amigo cuidado”, che la torcia si spenge! Eravamo completamente immersi nel buio più assoluto, non riuscivamo a vedere niente. Continuiamo a camminare, ma era sempre più difficile, c'erano strapiombi, cadevamo sui sassi appuntiti continuamente e non sapevamo dove andare: ci eravamo  persi. Presi dal panico, cominciamo a correre cadendo continuamente, ma la  paura ti faceva rialzare e continuare a correre di nuovo. La strada non finiva mai, era notte inoltrata, e non sapevamo dove andare… erano ore che percorrevamo quella strada ormai, ma niente, cominciavamo a perdere ogni speranza, quando avvistiamo una specie di capanna, abitata da una famigliola e, una volta svegliati e spiegato loro la situazione, ci invitano a dormire nella loro capanna. Naturalmente non c'erano letti neanche per loro e quindi, tutti giù per terra...
Non siamo riusciti a dormire tanto bene,  quindi, con le prime luci del sole, ci rincamminiamo verso il primo pueblo. I piedi erano distrutti e quindi abbiamo optato per una specie di autostop;  decidiamo autonomamente di saltare sul primo automezzo che ci avrebbe  permesso di aggrapparci alle sue estremità e così è andata! Una volta arrivati a Cusco, ci sono voluti 3 giorni per riprenderci! La mia avventura al Machupicchu è durata 4 giorni invece che uno, ma ne è valsa la pena, anche economicamente: il tutto mi è costato molto meno della metà che un turista paga, e voi direte.... grazie al c...... che hai pagato poco, te la sei fatta tutta a piedi!
Ma è stato molto meglio così. Per il resto non sono stato molto affascinato da Cusco; la città è bellissima ma troppo turistica, anche se le mie giornate di riposo sono state condivise con un ragazzo italiano, un pazzo furioso con il quale ho passato interminabili nottate a dolci, carte e c...... Lasciata Cusco, mi dirigo a Mancora, spiaggetta nienta male, ma il mio pensiero è soltanto quello di riposare, e così passo indisturbatamente una settimana di relax. Lasciato il Perù, mi dirigo in Ecuador, con un'unica tappa a Montañita, la spiaggia più conosciuta di tutto l'Ecuador, con grandi onde e bellissime spiagge, ma anche qui opto per il riposo totale. Devo dire che Montañita è un posto molto bello, piccolo, ma non gli manca niente. La Comida è spettacolare ed anche molto economica, la scelta dell'ostello è stata spettacolare: si chiama il Centro del Mundo, ed è proprio davanti alla spiaggia. Prendo un letto nel dormitorio al prezzo di 3 dollari: una stanzona all'ultimo piano, all'aperto, coperta solo da un tetto grandissimo di paglia e i letti (materassi buttati a terra) erano tutti attaccati l'uno con l'altro: praticamente si dormiva tutti insieme... che figata. All'inizio accanto a me non c'era nessuno, ma poi ho avuto compagnia da una Peruviana molto "simpatica". Lasciata anche Montañita, vado a Quito e quì visita al Centro del mondo, ossia mi sposto verso la linea che  segna l'Equatore. Devo dire che è stato molto carino passare da un emisfero all'altro con il solo spostamento di un piede, dopo essere passato per il centro della terra eccomi sul bus per Cali: Colombia la mia meta.....
Si dice che in Colombia ci siano le donne più belle del mondo... Beh, sono appena arrivato da un giorno e già penso di essermi innammorato, anzi penso di rimanere qui a vita e non tornare più! Forse solo se qualcuno mi dice che in Vevezuela ci sono donne più belle, allora potrei cambiare idea e continuare il mio viaggio, per ora vi mando un bacione grande grande e auguro a tutti un
felicissimo natale e un indimenticabile anno nuovo.
Nicola
19 Gennaio 2009 - COLOMBIA - VENEZUELA
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Eccomi arrivato in Colombia a Cali, di domenica e il destino come al solito vuole che mi ritrovi coinvolto in una festa della madonna: l’Americs, la squadra locale ha appena vinto la finale e tutta la città è in festa. Tutti in strada bevendo birra, cantando, a spruzzare con le bombolette di schiuma artificiale tutti i passanti, un vero delirio, le strade bloccate, e così mi sono lasciato trasportare dall’euforia locale e mi sono ritrovato in strada cantando e bevendo birra e abbracciandomi con gente che non avevo mai visto prima (ormai è diventato un rituale).
Il giorno dopo mi sono riposato. La scelta dell’Hostello è stata ottima, vicino al centro e lontano dalla confusione, e la sera sono andato a bere una biretta sulla sesta avenida. Mi siedo, e mentre sto bevendo... prima di questo devo dire che purtroppo la Colombia dalla maggior parte di noi italiani non è stimata per quello che veramente vale, la parola Colombia è da anni  sinonimo di Pablo Escobar e del traffico di cocaina, ma c’e’ molto di più. Le persone sono “muy amable”, molto disponibili, sempre pronte a darti una mano, persone oneste e vere, difficili da trovare. Il paesaggio è unico, città molto ben organizzate ed avanzate e, a meno te non voglia, non c’e’ neanche l’ombra del traffico di droga per le strade. Ma la vera meraviglia locale sono loro: le colombiane, donne di una bellezza straordinaria (senza nulla togliere alle nostre connazionali). Si dice che siano fra le donne più belle del mondo, e sfortunatamente quella sera mentre mi stavo bevendo la mia biretta, incontro lei, la donna della mia vita, che già sapevo che non poteva durare più di un mese. Immaginatevi che tristezza. In ogni caso ho passato con lei 3 bellissime settimane, ma queste storie lasciamole ai lettori di Harmony, vorrei solo menzionare il giorno di Natale, trascorso in un paesino a 3 ore da Cali e chiamato San Cipriano. Lo si raggiunge solamente seguendo le rotaie del treno (sembra che le rotaie dei treni me perseguitano) e salendo su una specie di carretti di legno costruiti sopra un asse di ferro collegato alle rotaie.
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Il mio lo guida un tipo con un bastone che, in piedi dietro di me, spinge facendo leva sulle assi di legno collocate fra i binari. Ad un certo punto, dopo tipo 30 minuti, si ferma e ci dice: “eccoci arrivati”. Al lato c’era infatti una stradina, con in tutto una ventina di case attraversate da un fiume.  La mattina ci si poteva fare il bagno, o meglio ancora, si poteva affittare uno di qui ciambelloni galleggianti più simili a camere d’aria delle ruote di un tir. Necessario salire a piedi per una quarantina di minuti e poi riscendere fino al  paesino essendo trasportato dalla corrente del fiume. Io l’avevo letto il cartello che invitava a non andare oltre, ma ho fatto finta di non vederlo e, una volta attraversato un ponticino diroccato, mi sono gettato in acqua e, dopo nemmeno 50 metri, ero già a testa in giù, col ciambellone molti metri davanti a me! Mi sono dovuto fare più di 1 km e mezzo in acqua con le gambe alzate riscendendo lungo il fiume e stando attento a non sbattere agli immensi massi che si accalcavano lungo tutto il fiume.
Io non lo so: o me le cerco o me le tirano, in ogni caso sono arrivato lievemente ferito, giusto un paio di belle ginocchiate a qualche masso e un dolore boia. Dopo il triste “a presto” al mio amore, eccomi in marcia per Medellin, bellissima città, anche se ormai i miei occhi erano puntati a Maracaibo in Venezuela! I miei 5 giorni a Medellin sono stati interessanti: ho girato molto la città grazie alla linea metro molto ben organizzata che raggiungeva ogni parte di Medellin. Le serate le ho trascorse nella zona rosa, il posto “IN” di Medellin, dove ho potuto constatare che gli italiani detengono ancora con onore la fama di grandi donnaioli, anche se il mio cuore era ormai occupato.
Sul bus diretto per Maracaibo già vedevo davanti a me il mare forza nove, le feste, la playa, il rum, giusto per citare alcuni dei versi della famosa canzone che ha rallegrato molte delle nostre feste, coinvolgendoci in balli sfrenati e ubriacate da paura. Ma, una volta arrivato, nulla di quello che mi ero minimamente immaginato era lì; vedevo solo strade mezze distrutte, tanta povertà e molta delinquenza!
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Lungo il viaggio mi avevano avvertito che non era molto tranquilla come città, ma quello che ho visto andava ben oltre! Più che sufficiente per riprendere il bus e ritornarmene in Colombia a Santa Marta. Purtroppo del Venezuela ho potuto visitare solamente Maracaibo, che non raccomando, ma sono più che sicuro che la parte est al nord di Caracas e l’isla Margherita siano dei posti unici e sicuramente non mancherà occasione di visitarli. Tornati in Colombia, è tutta un’altra cosa. È come essere tornati a casa e, dopo aver passato la prima notte a Santa Marta, mi dirigo subito verso la prima spiaggia. Come ben saprete qui ci sono le più belle spiagge caraibiche, uno spettacolo della natura. La prima che visitato è Taganga, un tipico villaggio di pescatori con incantevoli insenature ed un’acqua cristallina. Il top lo raggiungo una volta arrivato al parco Tayrona: una volta pagata l’entrata bisognava camminare per 2 ore per raggiungere la sua estremità, il Cabo de San Juan de guia. Una volta giunto, quello che ti appariva di fronte era un vero paradiso della natura: due piccole spiaggie non più lunghe di 200 metri l’una e, al centro, si ergeva un piccolo promontorio con in cima una tettoia che copriva la bellezza di 12 amache posizionate in senso rotatorio.
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Essendo arrivato presto quella mattina, riesco a scegliermi un’amaca che puntava dritta sul mare, c’e’ bisogno che vi dica lo spettacolo della notte con il cielo tempestato da miriadi di stelle? E visto che era un parco naturale, alle 20 non c’era più luce, e ciò rendeva l’atmosfera mille volte più entusiasmante! Poi il risveglio con le prime luci, ascoltando il rumore delle onde che si schiantano sugli scogli sottostanti, lo stesso che ti ha cullato per tutta la notte e la magia delle luci del tramonto…  Tutto ciò decorato dalla bellezza delle sue spiagge con sabbia bianca come la farina e acqua limpida come quella di una sorgente...... una meraviglia....
Purtroppo sono capitato nella temporada, ossia l’alta stagione, e i prezzi sono alle stelle e quindi, dopo essermi fatto una bella scorpacciata di pesce fresco, sono rientrato a Santa Marta.
Ora mi aspetta Cartagena e poi una delle prime grandi difficoltà da affrontare, cioè come passare la dogana Panamense senza prendere aereo o imbarcazione turistica, staremo a vedere.
Un bacione a tutti i miei lettori, ci si risente dal Centro America.
5 FEBBRAIO 2009 - PANAMA
Se non erro, vi avevo lasciato che sarei arrivato a Cartagena e, naturalmente, dovrei raccontarvi di quanto bella è questa città tutta, circondata da una Active Imagemuraglia alta circa 6 metri e di come questa fortificazione sia stata costruita per opera dei Spagnoli. Questi, per via dei continui attacchi dei pirati, tra i quali il più conosciuto è stato Francis Drake, vissuto alla fine del sedicesimo secolo. Stupende le spiaggie al nord di Cartagena, dove ho potuto visitare quelle bianche dell'Isla Rosario e della mitica Playa Blanca con un’acqua da far paura! Di tutte queste bellezze ve ne ho già parlato decine di volte, l'unica novità è che da quando ho comprato l'amaca circa 3 settimane fa, non dormo più negli hostelli. Il cielo è diventato il mio tetto e le stelle l'unica luce della notte. Ma neanche potete immaginare di quanto fossi entusiasta di arrivare a Panama per raccontarvi la mia più incredibile crociata (almeno fino ad ora). Non sono un gran scrittore, ve ne sarete accorti, spero solamente che con questa storia riesca a farvi vivere le stesse emozioni che io ho provato nel mio viaggio per raggiungere Panama City. Tutto è cominciato dopo aver lasciato Cartagena; le mie opzioni per raggiungere Panama City erano 3: 1) si poteva prendere un Active Imageveliero per il costo di 380 dollari che da Cartagena sarebbe arrivato con 5 giorni di viaggio attraverso le spiagge delle isole San Blass sino a Colon; 2) prendere l'abbastanza economico aereo da Puerto Obaldia per Panama city al prezzo di 59 dollari; 3)incamminarsi e vedere fino a che punto si poteva arrivare! Questo perchè le strade che uniscono la Colombia con il Panama terminano a Puerto Obaldia e, da lì, c'è solo selva, infestata dalla guerriglia! Active ImageMa io avevo sentito parlare di qualche barca mercantile, che clandestinamente poteva trasportarti dopo il confine. Quindi, una volta lasciata Cartagena, ho preso l'autobus per Turbo, da lì una lancia per Acapurganà dove si poteva ottenere il visto di uscita dalla Colombia e, dopo un'ora e mezza di cammino attraverso la zona più sicura del Darien Gap (zona resa famosa per le continue rappresaglie della guerriglia), sono arrivato a Sapzurro. Qui mi sono dovuto fermare per 2 notti. La prima mi sono accampato con la mia amaca nell'unico "campeggio" che c'era. Ero anche l'unico ad essere lì. La mia preoccupazione più grande non era tanto per me, ma per il mio zaino che avrei dovuto lasciare incustodito sotto l'amaca per Active Imagetutta la notte. Fortunatamente, prima di dormire sono riuscito a lasciarlo a casa di una simpatica vecchietta che, per un'oretta di chiacchiere, mi ha fatto questo enorme favore. Con me mi sono portato solamente una torcia e un pacchetto di "sigarette". Il mattino seguente entrambi erano spariti, tacci loro. Così la notte successiva ho deciso di dormire in un'isoletta non molto distante dal molo(perchè pagare se tanto il campeggio non era poi così sicuro?) dove il mattino seguente avrei preso la lancia per Puerto Obaldia il primo villaggio del Panama. Sono riuscito nel buio a collocare la mia amaca tra due palme e, con l'acqua che mi arrivava fin sottoActive Image l'amaca, e il vento che dolcemente mi  dondolava, sono riuscito a passare una notte fantastica senza temere ulteriori furti. Volevo proprio vedere se si sarebbero immaginati che qualcuno fosse andato a dormire in quel posto dove c'era solo che il nulla, tacci loro n'artra volta! E così, arrivato a Puerto Obaldia, non sapevo che fare… Non è che le barche si trovavano così pronte ad aspettarti, l'unico modo era di andare al molo ogni mattina e sperare di essere fortunati. Ho passato due notti in un'isoletta solo soletto a contemplare il cielo fino a quando Active Imageun mattino, verso le 5, vedo arrivare Jenny, questo era il nome della barca. Midiriggo subito sul molo e chiedo del capitano, mi indicano un tipo con una faccia poco raccomandabile, mi dirigo da lui e lui, senza farmi aprire bocca,
con tono autoritario, mi dice: “Dammi una mano a caricare queste casse di birra”, ed io, va bè. Dopo 3 ore di lavoro mi chiede: “Vuoi un passaggio vero?”,  “magari”, penso io, e mi dice che mi avrebbe potuto portare  fino a Cartì, dove poi avrei potuto miracolosamente arrivare a Panama City.
Il viaggio sarebbe durato 5 giorni attraverso l'arcipelago San Blass. Io, Active ImageFelicissimo, carico il mio zaino e via. Per il viaggio mi ha chiesto 40 Dollari, inclusa la comida e il posto per dormire, usando la propria amaca altrimenti mi sarei dovuto arrangiare. La barca neanche ve sto a dì in che condizioni fosse: sembrava una barca dell'inizio del 1900… una catapecchia più che una barca. Pensavo che ci saremmo fermati in qualche spiaggia paradisiaca, invece...
Il primo giorno di viaggio è stato terribile! Mare furioso e la barca non è che dondolava, volava da una parte Active Imageall'altra trascinata come una marionetta dalle incredibili onde. Io pensavo che da un momento all'altro saremmo affondati con tutta la barca, e non ero l'unico a pensarlo. Più di un membro dell'equipaggio stava segretamente pregando: sarebbe bastata un'altra onda per farci affondare…ne eravamo tutti convinti. La barca ha cominciato ad imbarcare quantità enormi di acqua e una parte della struttura stava cedendo, fortunatamente l'onda assassina non arrivò. Dopo 5 ore di navigazione ci siamo fermati al primo pueblo, Nueva Caledonia, o Tubualà, non ricordo, ne ho fatti così tanti! Praticamente era un isolotto in mezzo al mare pieno di capanne di legno e tetti Active Imagedi palme di cocco, abitato da Indios chiamati Kuna. Non erano abituati a vedere europei, e tutti mi guardavano con la coda dell'occhio, come se l'Indios ero io! Nessuno parlava  spagnolo ma solo la lingua nativa da me incomprensibile. Solo i bambini erano felici di vedermi e, una volta sceso dalla barca, mi sono subito trovato circondato da una ventina di bambini che, spingendomi, mi hanno portato in giro per il villaggio facendomi passare attraverso capanne, dentro le case, fino ad arrivare in una piccola Active Imagealtura dove potevo ammirare qualche croce. Praticamente era il cimitero! Lì per lì me so messo paura, ma poi un vecchietto mi si è avvicinato: era l'anziano del villaggio che viveva lì vicino, ed era usanza presentarsi a lui prima di poter soffermarsi nel villaggio. Mi dice qualcosam ma naturalmente io non capivo minimamente quello che poteva essere e così gli ho mostrato il mio sorriso a 54 denti. Lui ha fatto lo stesso, solo che di denti non ne aveva, e una volta presentati, i bambini, tra grida e risate, mi hanno riportato nella baracca, cioè la barca.
Da lì ho capito la missione della barca: sarebbe passata per molti di questi Active Imagevillaggi ogni due o tre ore di navigazione, a volte anche molto meno, ed ogni volta avrebbe venduto o comprato mercanzie varie, come noci di cocco, patacones,ed altra merce locale di cui non imparerò mai il nome. In barca eravamo in 9, la colazione era verso le 6 e comprendeva riso e banane fritte; il pranzo era a basa di riso e prosciutto cotto cucinato e scatolato e, per cena, riso ed un pezzo di pollo più piccolo di una noce. Praticamente avevo sempre così fame che il piatto lo Active Imagericonsegnavo pulito senza mai far avanzare niente! Se mia madre lo viene a sapere quando torno, non mi vizierà più con piatti che solo lei sa cucinare. E pensare che sono sempre stato un po’ schizzignoso, se così si può dire (alla frascatana).
Fortunatamente di brutte giornate non ce ne sono più state e noi passavamo le nostre giornate girando di pueblo in pueblo. Ho potuto vedere come queste persone veramente vivano. Non era come il veliero che passava per spiagge bianche piene di Gringos, tra schiamazzi e birra (io poi ce l'avevo a portata di mano). No, io ero in mezzo al Active Imageloro, gente che ancora crede a miti e leggende, che vive con niente, ma quel niente per loro è molto. L'arcipelago San Blass conta più o meno 365 isole, anche se molte di esse sono così piccole che ci si trova giusto una o due case e non più di qualche palma. Ma sono incredibilmente affascinanti, dei veri paradisi caraibici! Tutti hanno il bagno che dà sul mare: una casetta in legno che, una volta aperta la porta, c'è un buco che dà sul mare. Active Imageono anche riuscito a trovare più di una persona che parlasse spagnolo, qed ho cercato di capire il più possibile della loro cultura, così particolare e allo stesso tempo così facile da intendere. La loro unica preoccupazione, se così si può dire, è vivere la giornata, pescando, e aspettando che le barche mercantili arrivino per cambiare merce: una specie di baratto. Le signore più anziane si dedicano alla costruzione di bracciali e gambali di perlette colorate che adornano tutto il loro corpo. E così ho passato le mie 5 giornate facendo un po’ il marinaio ed un po’ il mistico, addentrandomi sempre di più nel loro stile di vita. Per me è stata un'esperienza unica. Viaggiare tra posti sconosciuti, Active Imagedormire in amaca sulla barca, mangiare tra un'onda e l'altra, vedere isole deserte, parlare con gente che neanche pensavo potesse esistere, scaricando cocchi, caschi immensi di banane e casse su casse di birra e altre bevande varie: saranno Indios, ma quanto devono! Sono pieni di feste e sempre finiscono con l'ubriacarsi…e poi tutti in mare. Anch'io non ho mai mancato l'occasione per lanciarmi dalla barca e nuotare in quell'acqua incontaminata: un vero e proprio sogno. Ho aiutato a cucinare a timonare la barca da me poi tanto amata, ad ormeggiare la barca imparando a fare i nodi più incredibili (tranne una volta che a momenti nun ce lasciavo due dita). Mi sono fatto voler bene da tutti, e tutti, sapendo che non sapevo niente di navigazione, mi hanno sempre aiutato con il sorriso sulle labbra. Si è creata una bellissima atmosfera e io l'ho vissuta alla grande.
Arrivato a Cartì, come un vero marinaio ho salutato la mia ciurma e, senza farmi pagare, sono andato a prendere una lancia che mi avrebbe portato dove cominciava la prima "strada" per la capitale panamense. Da lì ho preso una specie di pick up. Eravamo in 15 incluso il guidatore, ad un certo punto ha cominciato a piovere, c'era fango dappertutto e, come se qualcuno me la stesse tirando, la macchina s’è rotta!!! Che culo eh! Vabbè, non ce la faccio più a scrivere, ora sono a Panama, e quando metterò le foto su Facebook, spero che tutto sarò più chiaro. In ogni caso è stupendo trovare quello che uno sta cercando, ed il bello è viverlo. Un bacione a tutti.
  
8 marzo 2009, storie di tori, donne e... Active Image
Eccomi tornato…e giunto in Costa Rica!
Il Costa Rica, dal punto di vista naturalistico, è il paese più bello che fino ad ora abbia mai visto!  Vulcani da tutte le parti e alcuni di essi sono ancora attivi, il più conosciuto è il vulcano Arenal del quale, con un po’ di fortuna, si possono vedere zampilli di lava quando è notte. Molti anche i parchi naturali, ce ne sono a centinaia; sono così tante cose da fare che io ho detto: “lascio a voi le scampagnate e io mi ritiro in spiaggia e meno gente c’è e meglio è”. Purtroppo tutto l’incanto di questo spettacolare paese è rotto dal continuo turismo americano, ecco perchè è più conosciuto come gringolandia. Che peccato! Un paese così puro e naturale - immaginate che il loro motto è PURA VIDA COSTA RICA - sommerso da americani, e gli abitanti ne sono così fieri che parlano solamente in inglese per aiutare i loro “compatrioti”, che di spagnolo non ne sanno una sega.
Active ImagePrima tappa è stata San Josè, per poi proseguire immediatamente per Cahuita (villaggio rasta) e Puerto Viejo. Cahuita ancora ancora era sopportabile: spiagge quasi deserte e pochissimo turismo, ma il bel paesello di Puerto Viejo no. Bello, ma mi sembrava di stare a N.Y e, essendo stato in questa bellissima città per 4 anni, sono dovuto scappare il giorno dopo.
I miei più intimi amici di Frascati erano già stati in Costa Rica e sotto loro consiglio mi sono diretto a Monte Zuma nella costa pacifica. Che dire, un posto spettacolare con spiagge bellissime e sabbia da paura, turismo in dosi accettabili. Ho Active Imagealloggiato in un posticino da paura e ho collocato la mia amaca tra due palme a 25 metri dal mare; la mattina, se riuscivo a svegliarmi abbastanza presto, bastava un allungatina di collo per godermi il sole che sorgeva, quando tutti gli altri dovevano vestirsi e uscire dalle loro abitazioni. La cosa da fare a Monte Zuma era visitare la famosa cascata. In verità ce ne sono tre, ognuna delle quali ricadeva sulle altre in ordine di grandezza: la prima di tre metri, la seconda di dieci e la terza di ventuno. Neanche ve lo sto a dire: dopo 3 minuti già mi trovavo sulla cascata di mezzo e, vederla dall’alto, era tutto un altro aspetto; sapevo che dovevo farlo, altrimenti non me lo sarei mai perdonato, ma in quel momento ero solo e stavo creando scuse come: ma sarà Active Imageprofonda abbastanza? Ci saranno sassi? Quando un ragazzetto locale prende la rincorsa e via in volo, neanche l’ho fatto arrivare in acqua che ero già per aria: un volo incredibile ed un impatto ancora peggiore. Non sono un gran tuffatore e, purtroppo, ho tenuto le gambe un po’ aperte… immaginatevi il dolore. Per fortuna che l’adrenalina l’ha un po’ diminuito e, dopo aver fatto i soliti rituali di incoraggiamento per far sì che anche altre persone si tuffassero, sono ritornato in hostello, dove i ragazzi che la sera prima avevo conosciuto mi hanno detto: “Nik, sbrigati che si va tutti insieme a Cobano, dove c’è una festa cittadina con giochi e musica”. Quindi, rapida doccia e via per Active ImageCobano La festa era bellissima:  tantissima gente, tipo un carnevale da noi con gli stessi giochi e tante bancarelle che vendevano di tutto ma, la cosa più interessante, era l’arena dove per pochi soldi si poteva vedere la competizione dei toreri.
Come voi ben saprete, quando un toro riesce a far smontare dalla sua schiena il torero ci sono un gruppetto di ragazzi che vanno immediatamente a disturbare il toro per far sì che esso non incorni il torero inerme che si rotola nel terreno per scappare dalle sue terribili corna. E parlando con gente del posto sono venuto a conoscenza che se uno voleva, poteva entrare e partecipare! Voi che tanto mi Active Imageconoscete, avete forse qualche dubbio di quanto tempo ci abbia messo per saltare la recinzione ed entrare? È stato un attimo! Sono stato prima tranquillo per vedere il toro come si comportava, poi, piano piamo, prendendo sempre più confidenza, mi sono avvicinato sempre più fino a che, con gran fortuna, sono riuscito a toccargli il sedere e scappare. La mia azione ha provocato nel pubblico un’eccitazione incredibile ed io, sentendola, mi sono gasato da morire e fronteggiavo il toro con una destrezza che neanche io so da dove l'ho tirata fuori.
Visto che ero vestito tutto di bianco ed ero sempre al centro dell’arena, il Active Imageconduttore mi ha soprannominato l’Hombre in Blanco ed ha cominciato a gridare il mio nome per incitarmi, seguito da tutti gli spettatori. Tutti che gridavano “l’hombre in Blanco, l’hombre in Blanco…”, e ad un certo punto è entrato un toro (che sembrava proprio incazzato) e tutti sono scappati. L’arena era vuota e nessuno aveva il coraggio di affrontarlo (e per la verità neanche io) ma, dopo che il pubblico ha ricominciato a chiamare il mio nuovo soprannome e il conduttore gridava che il più coraggioso avrebbe vinto un premio… Io ero in presenza di una ragazza e non volevo passare in seconda posizione (come si dice tira più un …. che un carro de tori) e quindi mi Active Imagefaccio avanti. Solo io ed il toro! Comincio a correre e a girare per tutta l’arena e il toro non ce stava a capì niente; il pubblico mi incitava, ma il toro mi osservava senza muoversi, quando un ragazzo  locale, entrato nell’arena mi si avvicina  mi dice: “Andiamo al centro dell’arena, ci mettiamo uniti e l’ultimo che si toglie vince”. Neanche ho capito quello che mi aveva detto tanto ero attento ad ogni movimento del toro.
Il conduttore però, capito che il ragazzo locale mi stava sfidando in una prova di coraggio,  fa sì che anche tutti gli spettatori capissero e, una volta arrivati nel centro, mi stringe intorno ai fianchi con un Active Imagebraccio e io faccio lo stesso! In quel momento il toro si posiziona precisamente davanti a noi, si forma un silenzio tombale e, dopo qualche istante, il toro comincia a caricare…il ragazzo locale si toglie poco dopo! Io ne sono rimasto sorpreso, vittoria facile penso, ma solo dopo ho capito il perché: era infatti l'ultima occasione per scappare, perché il toro, una volta in velocità, se provi a scappare ti prende da dietro ed è  peggio e, l'unico modo per sopravvivere era aspettarlo il più  vicino possibile e schivarlo all'ultimo momento. Lo vedevo lì davanti a me che mi correva incontro alzando un polverone della madonna, il mio cuore batteva Active Imagecome non aveva mai battuto, mi sentivo immobilizzato fino all'ultimo momento quando, con una torsione del corpo, riesco ad evitarlo all'ultimo istante: ho visto le sue corna che colpivano la mia maglietta che si era gonfiata con il vento come una vela e passarmi a meno di 10 centimetri dal petto, io non mi sono accorto di niente… ho soltanto sentito un enorme boato che esplodeva dagli spalti e tutti i miei amici che gridavano. Mi sono messo a saltare come un matto per tutta l'arena e strillavo, “ce l'ho fatta, ce l'ho fatta”, alzando le mani in segno di vittoria senza neanche badare al toro. Ormai l'avevo sconfitto, ero io il più forte, ed il conduttore ricominciava a gridare il mio nome “l'Hombre in Active ImageBlanco, l'Hombre in Blanco gañè el toro, l'hombre in Blanco…”, e tutti che applaudivano. Mi sentivo come Massimo Decimo  Meridio dentro al Colosseom solo che non c'erano leoni ed io non sono Russel
Crowe, ma dove ero io non c'era Hollywood, ma solo vita reale. È stata un'emozione bellissima quando sono uscito: tutti che si complimentavano con me e, per tutta la serata, c'era sempre qualcuno che mi chiamava, “Hola Hombre in Blanco que tal? Gañaste eh”! Tutti che sapevano chi fossi, l'italiano che fra tutti aveva avuto più coraggio e sfidato il toro, è stata una serata mitica.
Active ImageIl premio era un cappello, ma per fortuna a fine serata sono stato premiato nel modo a noi ragazzi più gradito. Tornato a Monte Zuma sono rimasto per altri 3 giorni crogiolandomi tra i complimenti che tutti mi facevano per aver senza saperlo sfidato il Costarichegno, che deteneva il titolo diciamo del più audace fra tutti…
Lasciato Monte Zuma mi sono diretto in Nicaragua e qui mi sono riposato per una settimanella in una fattoria organica a Isla Ometepe, dove ho imparato qualcosa sull'apicultura e su qualche pianta… specialmente quella a me preferita!
In Nicaragua ho fatto il bravo ragazzo, visitando le città e facendo il turista tra Granada e Leon, dove c'è la cattedrale più grande di tutto il Centro America e, una volta attraversato l'Honduras, eccomi arrivato a San Salvador, ora mi sto godendo la mia ultima settimana di riposo sulla spiaggia El Tunco dellacosta pacifica e poi il 14 si vola per cambiare continente. La mia avventura in America Latina sta per terminare e fino, ad ora, è stata piena di grandi sorprese ed emozionanti avventure.
Vi mando un bacione grandissimo e ci risentiamo in Indonesia......Bali,
a presto
Nicola

MARZO - APRILE 2009 BALI  - INDONESIA Active Image
Finalmente sono arrivato! Il viaggio è stato lunghissimo, ci ho messo 3 giorni per cambiare continente e, ad ogni dogana, ho rischiato di rimanerci perché non avevo un biglietto di ritorno: ogni volta problemi, e a Los Angeles, sono rimasto per più di 4 ore in una stanzetta a parlare del mio viaggio con 2 poliziotti che hanno voluto sapere ogni mio spostamento! Io naturalmente gli ho detto un Active Imagesacco de cazzate, ed alla fine eccomi arrivato a Bali. Tutto è completamente diverso, incantevole, mi sono sentito come tornato in un posto al quale già appartenevo, mi sentivo a casa, una bella sensazione per cominciare e così mi sono diretto a Kuta, conosciuta spiaggia al sud di Denpasar A Bali la spiaggia è abbastanza carina, l'acqua non proprio: i primi giorni è stata sporca, ma poi è migliorata alla grande per via delle correnti. Mi trovo un bel hostel vicino alla spiaggia per 60000 rupie, la bellezza di 4 euro, e il passo successivo è stato quello di affittare una tavola da surf e dirigersi subito in mare. Kuta è conosciuta per le sue belle onde, Active Imagenon molto alte (un 5 piedi al massimo) ma tutte lunghe, sulle quali ci si diverte in un modo incredibile. Ancora non
posso dire di essere un surfista, ma di sicuro mi sono divertito come un matto alzandomi ad ogni onda e cavalcandola fino a riva. Certo, ancora non riesco a curvare tanto bene, e spesso faccio bei voli e mi ritrovo travolto da onde e onde ma, ormai, ho imparato ad uscirne rapidamente.
Le sere invece le ho passate andando a ballare al Bounty. Era così tanto tempo che non ballavo...  ore e ore sulla pedana centrale e, dopo qualche birra, via la maglietta e la festa che cominciava davvero. Ho Active Imagefatto un macello come al solito, ma ogni mattino seguente c'erano facce nuove che mi salutavano: probabilmente la sera prima ero stato socievole.... Ci sono così tante cose da vedere a Bali, che la miglior cosa da fare è affittare un motorino e girarla! Ma non è poi così semplice, perchè appena si esce dal centro quasi più nessuno parla inglese ed i segnali naturalmente sono
incomprensibili. Così, oltre ad affittare il motorino, ho anche “affittato” il suo proprietario Sam, un ragazzo simpaticissimo, ed insieme siamo andati in giro per tutta Bali. Siamo stati a vedere il tempio madre Active Imagedi Besakih, pieno di "simpatiche" scimmiette, il mercato di UBUD, dove mi sarei comprato tutto, la Bat's cave dove c'erano milioni di pipistrelli ed un serpente lungo 5 metri (uno
Spettacolo), i templi sull'acqua di Bugul ed i mitici tramonti della spiaggia di Dreamland e di Ulu Watu. Ormai sono diventato un tramonto-dipendente… e non me ne perdo uno. In tutto sono stato 10 giorni a Kuta, dopo di che, avendo conosciuto un gruppetto di svedesi, tutti insieme ci siamo diretti nell'isola di Gili in Lombok. Tutti ne parlavano come di un paradiso e, come arrivati, questo posto non ha deluso le nostre aspettative: è veramente un paradiso; l'acqua è Active Imagecosì pulita che puoi vedere il fondo a metri e metri di profondità; nell'isola non ci sono né macchine né motorini, ma solo biciclette e carretti trainati da cavalli e non c'è polizia. Finalmente ho potuto dare sfogo alle mie più pazze iniziative.
Quest'incantevole isoletta è anche conosciuta come l'isola felice per via dei Magic mushroom shake, con i quali tutti diventano più sorridenti e felici. Beh, che dire! Ho visto il tramonto più bello fino ad ora; eravamo in 5 e ci siamo diretti nella parte deserta dell'isola, davanti a noi c'era un vulcano a perfetta forma piramidale con un sole che si mostrava come una Active Imagepalla di fuoco perfettamente sopra la bocca del vulcano. Pian piano che il sole calava coloriva tutte le nuvole di un arancione, dandole delle sfumature che neanche il miglior pittore potrebbe riprodurre, era .....perfetto! Verso le otto ci siamo incamminati per il rientro, ma il rientro non c'è stato, tutti persi per la foresta e, ognuno con il proprio viaggio nella testa, ci siamo rincontrati dopo 2 giorni e, quando ci siamo rivisti, siamo scoppiati a ridere come matti. In ogni caso la parte più turistica dell'isola offriva ogni comfort:
ristoranti, bar e, cosa unica, delle casette sulla spiaggia, piccolissime con Active Imagesoltanto un letto ed un televisore, nelle quale potevi affittarti e vedere qualsiasi film in ogni lingua! Bella trovata… ed infatti era sempre pieno. Mi sono fermato qui per 2 settimane e le ho passate in completo relax.
Spiaggia, sole e tanti bagni in un'acqua invidiabile. Un giorno sono anche andato a fare lo snorkeling tour per una cifra irrisoria: la barchetta ci ha portato in giro per le due altre isolette vicino a Gili Trawangang (dove ho dormito), che si chiamano Gili Meno e Gili Air. Quest'ultima è conosciuta come posto ideale per la luna di miele; ci sono dei Bungalow Active Imageincredibilmente belli, e tutto quello che ti circonda rende l'atmosfera molto romantica. Il tour è stato carino, ma la cosa bella è stata vedere le tartarughe marine; una ho provato a seguirla per tentare di aggrapparmici, ma si è portata troppo in profondità, ed i miei polmoni non hanno retto. Dopo aver recuperato le energie sono tornato a Kuta, un po' serfando, ma la maggior parte del tempo l'ho occupata per organizzare il mio prossimo viaggio. Prossima meta il Borneo, famoso per le sue giungle fitte e sconosciute. Il viaggio sarà lungo, in quanto l'unica pecca di questo paese sono gli spostamenti e quindi penso di dovermi fare parecchi giorni di cammino, in quanto non ci sono strade e l'unica alternativa è camminare ma la mia meta sara' raggiungere le Filippine via mare! Sarà una bella avventura e non vedo l'ora di viverla..... un bacione a tutti, ci si risente nelle Filippine....(SPERIAMO)…
  
APRILE/MAGGIO - BORNEO Active Image
Ciao a tutti, ne è passato di tempo! L'ultima volta ero ancora a Bali, da lì ho preso una barca per raggiungere il Borneo. È  stata tutta un'epopea; riesco a prendere la barca delle 5 del mattino da Surabaya per raggiungere Nunukan nord di Kalimantan alla frontiera con Tawau in est Malesia. Il viaggio sarebbe durato 5 notti e sei giorni, al prezzo di 29 euro, con colazione, pranzo e cena
inclusi, naturalmente in economy class. Come salgo dalla nave, mi vado subito a prendere un posto "letto" e, dopo neanche 10 minuti, realizzo di essere l'unico europeo nella nave! Ero completamente circondato da gente di Sulawesi, Jakarta, Malesia e Indonesia e quasi nessuno parlava inglese. Si dormiva tutti insieme uno vicino all'altro, i pasti comprendevano riso e testa di pesce sia a colazione, pranzo che cena. Avevo sempre una fame da lupo!
Active ImageIn ogni caso faccio amicizia con tutti anche perché, stando 24 ore insieme, prima o poi finisci col conoscere tutti. Mi ci è voluto pochissimo, perchè ogni volta che l'altoparlante diceva la parola MAKAN, che significa mangiare, io scattavo in piedi e di corsa raggiungevo subito la finestrella dove ci avrebbero dato il piccolo pacchetto con il solito riso e, visto che loro ogni volta scoppiavano a ridere, ero sempre circondato da ragazzi che continuamente mi chiedevano di dove fossi, cosa facessi e dove andassi: erano curiosissimi.
Poi è arrivata domenica, il giorno di festa e, invece della testa di pesce, mi Active Imagehanno dato la coda dove si mangiava un po’ di più e lì sono suonate le campane a festa. E loro sempre giù a ridere… una sera mi hanno anche fatto cantare al Karaoke in Salesiano: immaginatevi che figura!  Le sere le passavamo a giocare a domino… insomma sono stato 5 giorni a parlare in indonesiano e per 5 giorni non ho capito niente!  Ridevamo solo. Al mio arrivo a Nunukan sono andato a dormire in casa di un signore che avevo conosciuto sulla nave ed il mattino seguente ho raggiunto il mio primo Parco Nazionale nella giungla, dove sono andato a visitare gli Orango Tango. Sono troppo dolci, era la prima volta Active Imageche ne vedevo uno in libertà in mezzo alla giungla, si faceva vedere solo perchè gli davano da mangiare e finalmente non aveva il volto triste: niente sbarre intorno a lui… da lì ho raggiunto Kota Kinabalu, dove la sera sono andato a mangiare del pesce buonissimo al mercato notturno. Era pieno di gente, anche perchè i prezzi sono bassissimi, ed il mattino seguente via su Mamutik Island. La si raggiunge con dieci min. di barca e molta gente la fa in un giorno, vista la sua piccolissima dimensione. Io invece ci sono rimasto per 9 notti e 10 giorni. La sera rimanevo l'unico a  dormire, insieme a 6 ragazzi locali che vivono nelle loro case e che sono i proprietari dell'unico posto dove si possa mangiare, aperto fino alle 16, dopodichè loro si rinchiudono nelle loro case! A quel punto rimanevo solo a vagare per la piccola isola; con me avevo come compagnia sempre un piccolo iguana! Verso le 18 e 10 andavo ad ammirare un tramonto spettacolare, era lì davanti a me Active Imageogni singolo giorno, stupendo nei suoi colori. La giornata la passavo a prendere il sole ed il giorno a fare amicizia con i turisti che venivano a spendere la giornata, ma la sera rimanevo di nuovo solo. Gli ultimi giorni ho cominciato a fare anche un po’ di sport, come corse intorno all'isola e grandi nuotate, giusto per ammazzare il tempo. La giornata era interminabile, la sera fecevo la vita alla "Robinson Crusoe", ma lo stare solo su un'isola mi piaceva. La notte mi andavo a fare il bagno, intorno a me c'era solo acqua e l'unica luce era proiettata dalle stelle e dalla luna;  poi ritornavo nella mia amata amaca. Non c'erano posti per dormire, si poteva solo campeggiare, solo Active Imageuna sera sono venute due ragazze tedesche in tenda ed il giorno dopo sono andate via, ma con loro ho passato una piacevole serata: la sera bagno tutti nudi e vai!
Mi fa sempre piacere dormire in amaca, mi fa sentire più a contatto con la natura e poi sotto la mia amaca ogni tanto la mia amica iguana veniva a dormire, ma come la notavo scappava. Dopo aver fatto la vita da eremita per 10 giorni sono tornato a K.K. e la sera, insieme a dei ragazzi conosciuti all'hostello, ci siamo presi una bella sbornia come ai vecchi tempi e siamo andati a ballare. Ci siamo divertiti da morire. Poi siamo partiti tutti insieme per il Brunei, Active Imagedestinazione Bandar Seri Begawan, la capitale. Arrivatici, abbiamo passato lì la notte anche perchè l'unica cosa da vedere era la Moschea con copertura in oro e poi, tutt'intorno una povertà assurda, un contrasto incredibile, tanta ricchezza quanta tanta povertà. L'unica cosa che mi ha stupito è stato il prezzo della benzina: per 10 euro ne venivano fuori 65 litri, magari pure in Italia! Poi da solo ho proseguito dritto verso Kuching e, dopo un giorno intero di viaggio, sono arrivato.
Da vedere a Kuching, il Parco Naz. di Bako e le longhouse: mi informo sulla prima destinazione e vengo a sapere che avrei potuto dormire in amaca, così mi Active Imagepreparo amaca, mosquito net, repellente a fiumi e i mitici zampironi e, in più, un telone in caso di pioggia. Come arrivato, senza andare in campeggio, poso lo zaino all'ufficio centrale e, insieme a  dei ragazzi, mi vado a fare una  camminata nella giungla. Un cammino di 2 ore per raggiungere una cascata incantevole; gran bagno completamenti immersi nella natura e poi rientro. Mi vado a riprendere lo zaino e mi dirigo verso il campeggio, a dieci metri dall'entrata vedo un gruppo di gente che scattava foto, mi avvicino e ti vedo un cobra di 2 metri e mezzo e, vicinissimo a lui, 2 vipere. Entrato nel campeggio, Active Imagedall'altra parte della strada, sempre fuori dal campeggio, un'altra vipera! Nel campeggio non c'era nessuno, avrei dormito da solo! Richiudo la porta e, tra me e me, mi dico: “matto sì ma scemo no”, torno indietro all'ufficio e, sapendo che non c'erano posti letti liberi mi metto in ginocchio e gli dico: “vi prego mettetemi in gabbia con un leone almeno me ne accorgo quando mi mangia, ma non fatemi svegliare con accanto o dentro l'amaca un serpente che moro d'infarto”! Visto lo sguardo disperato mi danno un posticino per dormire, ma vi rendete conto? Un cobra e tre vipere! Oh!  Mica un gattino e Active Imagetre scoiattoli! Il giorno dopo sono tornato a Kuching e, insieme a due ragazzi olandesi, ci siamo avventurati per le longhouse, avventurati perchè quasi tutti organizzano un tour per visitarle ed essere ospitati nelle tipiche longhouse che poi sono per turisti, ma noi abbiamo voluto prendere ogni singola barchetta per risalire il fiume Belaga per poi riscendere il fiume Balleh e per immergerci infine nella foresta e cercare la nostra longhouse.
Dopo 2 giorni di viaggio riusciamio ad arrivarci e, tutti i nostri sforzi, sono stati premiati da un villaggio bellissimo con una grande longhouse fatto tutta in Active Imagelegno, nella quale abbiamo passato 2 notti, ospitati da una coppia anziana che da generazioni viveva nelle longhouse. Che cosa sono le longhouse? Costruzioni lunghe più o meno 100 metri, sorrette da palafitte, che hanno un ampio spazio in comune per la stessa lunghezza, dove tutti si ritrovano e la maggior parte delle volte svolgono le loro mansioni giornaliere. Poi ci sono le singole entrate nelle abitazioni e possono viverci fino a 100 famiglie: sono uniche e spettacolari. Dopo aver passato una splendida nottata, il che significa aver dormito per terra, ci siano dedicati un po’ alla lettura e, verso le 11, sono andato a visitare la scuola. C'erano solo Active Imagetre classi ed un solo insegnante, così gli chiedo se potevo intrattenere una classe: è stato divertentissimo, loro mi adoravano e sembravano più divertiti di me. Io gli facevo le domande in inglese e loro il più che potevano mi rispondevano. Erano abbastanza timidi all'inizio ma poi, con qualche giochetto, si sono subito sciolti e sono stati di ottima compagnia. All'ora di ginnastica poi mi sono superato, specialmente quando hanno portato l'asticella con tutto il resto per il salto in alto. All'inizio hanno messo un'altezza abbastanza semplice e, visto il modo in cui la saltavo, hanno cominciato ad Active Imagealzarla ed ogni volta che riuscivo a saltarla era un ooooohhhhhh fino a che l'hanno messa ad un'altezza al limite della mia portata. Ho preso la rincorsa e... via  dall'altra parte, ridevano e saltavano come matti, come se l'avessero saltata loro, poi l'orario scolastico è terminato e così sono tornato nella longhouse, dove Bas e Peter mi aspettavano per raggiungere la cascata a 20 min. di barchetta e di nuovo abbiamo trovato un altro piccolo paradiso in mezzo alla giungla più fitta. Che tuffi… e che divertimento! Qui la gente è semplicissima, vive in posti che a noi possono sembrare inabitabili, ma il loro modo di vivere è unico e inimitabile; passano tutta la giornata a dedicarla a loro stessi, vivono di Active Imagecaccia e di pesca, non hanno bisogno di tanto denaro in quanto la giungla e il fiume offre a loro ogni tipo di sostentamento; le donne stanno quasi tutto il giorno a tessere per poi rivendere i loro manufatti a gente che poi la rivenderà nei mercati cittadini,
Penso che sia da qui dove ricavano i soldi per eventuali spese extra, non sono per niente contagiati dal progresso, svolgono una vita semplice e salutare, sono tutti in ottima forma, malgrado la loro età avanzata ed hanno sempre un sorriso stampato sul viso. Penso che non baratterebbero mai la loro tranquillità e la loro vita neanche per tutto l'oro del mondo, perchè se ciò Active Imageaccadesse cadrebbero nell'infelicità del materialismo nel quale gran parte del mondo ne è già vittima.
Poi si è messo a piovere ed ha reso quel posto ancora più magico, ancora più naturale di quanto già lo era, un posto davvero unico......
Il Borneo....
  
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MALESIA, 15 GIUGNO 2009 (presto online anche le foto)
Cos’è che ho fatto in questo ultimo mese? La pacchia più totale!
Ci sarebbe tantissimo da scrivere e pochissimo da raccontare. Ho passato tutto questo tempo tra le spiagge più belle del nord Malesia e del sud della Thailandia. Per iniziare, le Perhentian’s in Peninsula Malesia, una spiaggia incredibile, un’isola da incanto, un’acqua così limpida che vedevi il fondo a metri di profondità. Io ero a Kecil, l’isola più piccola e meno turistica, dove vige la legge della “fratellanza”: tutti si presentano a tutti ed ogni giornata è spesa a fare conoscenze! Poi, la sera si mangia tutti insieme sui tavolini in spiaggia, con barbeque di pesce annaffiato con ettolitri di birra, e poi il delirio...
Eravamo naturalmente tutti amici, una quarantina in tutto e ballavamo, cantavamo e bevevamo whisky in acqua fino al mattino quando, come una famiglia, di nuovo tutti a far colazione e via con una nuova giornata. Lo Snorkelling è stato qualcosa di eccezionale: ho visto il mitico squalo da barriera, di una metrata di lunghezza. Anche se piccolo, stai sempre davanti al re dei “killer”! E poi tartarughe marine di proporzioni enormi, miriadi di pesci di ogni colore e le immancabili barriere coralline. Tuffi da scogliere nelle acque più limpide che abbia mai visto, escursioni home made con il Kayak tra le baie nascoste dell’isola ed al ritorno, persi nel mezzo dell’oceano, in un Kayak a due ad ammirare il magnifico tramonto che si stagliava davanti a noi. Ho vissuto in un sogno, su quest’isola non è mancato niente, ho vissuto ogni singola emozione. Lasciata la Malesia entro in Thailandia, da me già visitata 5 anni fa. Rimane sempre una tra le mie mete più favorite, ma dove mi dirigo? Beh, da un paradiso ad un altro: destinazione isola di Kolipe. Il mondo è pieno di paradisi, potrò sembrare ripetitivo, ma tutte le parole che ho usato per descrivere le Perhentian’s valgono per Kolipe. Anche qui un’acqua incredibile, un’altra meraviglia del mondo, anche se il turismo ha già cominciato ad attaccarla e fra qualche anno cambierà totalmente.
Ad oggi è un luogo paradisiaco e, lasciata Kolipe, mi sono diretto a Koh Phangan. Ebbene sì, anche questa volta il destino ha voluto che capitassi da queste parti proprio per il giorno del Full moon party. Molti di voi avranno sentito o partecipato a questa festa, in ogni caso immaginatevi una spiaggia lunga 400 metri strapiena di piccolissimi bar che vendono a prezzi stracciati secchielli pieni di ghiaccio, whisky e coca o quello che vuoi. Giochi con fuochi, area con free tattoo, musica da brivido e di ogni tipo che pompa da matti dalle enormi casse messe alla rinfusa sulla spiaggia, ma il top lo si raggiunge vedendo le 15mila persone che ballano a ritmi impossibili.
Gli eventi di quella serata non possono esssere raccontati, in ogni caso sono rientrato alle 11 della mattina nel mio bungalow, dopo una serata indimenticabile. Dopo questa sosta tra le fiamme dell’inferno sono tornato in un altro paradiso, ma qui me lo aspettavo, essendoci già stato.
Pochissima gente, spiaggia semideserta. Ho preso un bungalow in “altura”, dico così perchè per arrivarci bisogna fare 119 scalini ma, una volta arrivati su, ne è valsa tutta la faticaccia: una vista incredibile! Spesso la mattina non riesco a scendere in spiaggia, mi fermo sul mio terrazzino e rimango per ore ad ammirare il panorama da incanto che mi si para davanti. Non ho più aggettivi per descrivere tutto quello che sto vedendo, sono dei posti meravigliosi. È già una settimana che sono qui, ma ho scelto questa spiaggia come posto per aspettare il mio amico Alessandro detto Zandro, un altro matto che sono 6 anni che vive in Brasile, e con il quale mi farò parte del viaggio insieme fino in Vietnam, dove poi lui proseguirà per India e io per la Cina.
Dovrà arrivare oggi e sicuramente vorrà godersi questo paradiso per un po’… la qual cosa a me non dispiace affatto e poi .....via alla ricerca di altri posti da favola! E sono più che certo di trovarne sempre di migliori: prossima destinazione KO-TAO…
Thailandia e Laos (luglio 2009)
Active ImageE così, dopo Koh_Tao, eccomi di nuovo a Bangkok.
Ora cosa si fa Bangkok? A me non piacciono tantissimo le città grandi, quindi ci rimango giusto una sera per una grande ubriacata e, il giorno seguente, via dritto verso Chiang Mai, nord hailandia.
Chiang Mai è una cittadina carinissima vicino alla foresta ed è proprio da qui che partono i tours di tre giorni per visitare l'interno. Il primo giorno bisogna raggiungere l’Elephant camp. Doveva essere una camminata di 3 ore, ma è cominciato a piovere a dirotto e la strada è diventata impraticabile: ragazzi miei le risate che mi sono fatto! C’era gente che volava Active Imagecome uccellini, ogni tanto sentivo qualcuno che strillava e poi via, lo vedevo scivolare come un missile giù per la discesa.  Fortuna che nessuno si è fatto male, ma io me so’ ammazzato dalle risate Una volta raggiunta la prima base, abbiamo fatto il giro con l'Elefante. Che figata! Non era la mia prima volta, ma giocare con questi animali enormi e allo stesso tempo così docili è sempre un divertimento. Poi dopo siamo andati a fare il Bambolo raftimg: niente di eccezionale, praticamente camminavamo lungo il fiume ad una velocità moderata su delle canne di Bamboo, ma lo scenario è spettacolare. Raggiunto il campo base, Active Imageabbiamo dormito in un villaggetto di 4 case costruite con Bamboo; ci siamo accampati lì dentro tutti insieme e, al nostro risveglio, grande colazione, doccia nel fiume e via alle cascate con bei tuffi dall'albero che la sovrastava. Ecco quindi l’ora del White water rafting: qui abbiamo creato un casino, ci siamo cappottati! Facevamo a gara con tutti gli altri gommoni, speronandoli e, come veri pirati, attaccando i gommoni dove c'erano ragazze saltando da una parte all'altra come grilli.
Poi il pomeriggio di nuovo trekking nella giungla per arrivare al nostro secondo Active Imageaccampamento, un altro villaggetto, anche questo piccolissimo e tutto fatto di Bambolo. La sera siamo stati tutti vicini al fuoco, mangiando e raccontandoci le nostre avventure; il giorno seguente siamo rientrati a Chiang Mai e poi ci siamo diretti a Pai. Pai, un posto che non ti scordi mai, un incanto, che feste, specialmente il 13 Luglio, il giorno del mio compleanno (e ringrazio tutti per gli auguri),
giorno reso ancora più speciale dall'arrivo del mitico Paci il Pax. Ci siamo spaccati tutti i giorni, ma quella sera abbiamo cominciato il pomeriggio con una bottiglia del mitico e indimenticabile Samsong Rum. Eravamo in 7 o 8 a bere e, dopo una mezzora, il numero era salito e le bottiglie
fioccavano come neve in pieno inverno! Poi tutti a fare il solito giro di bar, che Active Imageera il seguente: Jazz bar fino alle 22, poi Be Bop fino a mezzanotte e, per ultimo, il Don't cry, bar aperto fino a che l'ultimo avventore rimane in piedi. Il villaggetto è piccolissimo e la gente è sempre la stessa. Sono rimasto lì per 2 settimane ed ormai conoscevo tutti. Giunta l’ora di lasciare la Thailandia, ci siamo diretti verso il confine con il Laos. Sbrigata la procedura al confine, tiriamo per il nord, nel mitico Triangolo D'oro, al confine con la Cina, fermandoci a Muang Sing: un posto da paura, spazi verdi sconfinati, natura dappertutto. Rimaniamo qui per tre giorni e l’esperienza che abbiamo fatto è stata unica. Siamo stati invitati da delle donne locali che Active Imagevendevano artesania nel loro villaggio immerso nel verde, un posto veramente unico dove si vive come 2 o 3 secoli fa…incredibile. Dopodichè abbiamo cominciato a scendere e, subito, abbiamo fatto conoscenza con il Mekong, un fiume impressionante, grandissimo. Dove vai vai te lo trovi di fianco, così l'abbiamo percorso con delle barchette più di una volta ed il navigarlo è una bella soddisfazione. Giunti a Luang Prabang, siamo andati a farci un giro alle cascate. Sembravano quelle di Iguazù in miniatura; ci siamo fatti un bel bagno e la sera, anche se volevamo passarla tranquilli, abbiamo rifesteggiato. Prossima tappa Vang Vieng, Active Imageconosciuita da tutti per il tubing. Ora voi direte: <<e cos’é sto Tubing?>>. Beh! una delle cose più divertenti che abbia fatto fino ad ora. Con un ciambellone si ridiscende tutto il fiume per 3 km. La corrente tira come una matta ma l'interessante è rappresentato da tutti i bar che costeggiano le sponde del fiume. Ti lanciano una fune e ti tirano al loro bar e per bere. Musica e tanta gente ed ogni bar allestisce tuffi dalle pedane e lanci da funi attaccate agli alberi con le quali finisci direttamente in acqua. Purtroppo ci siamo completamente dimenticati del tempo e, fatta notte, eravamo ancora ai primi bar; ci dovevamo fare ancora un bel pezzo di Active Imagefiume ed era buio pesto. Le "nostre" ciambelle (a nostra volta rubate) ci erano state rubate, quindi ecco l’idea di buttarci e ridiscenderlo a nuoto. Ma la corrente era fortissima e non vedevo niente, tanto che, dopo un secondo, già avevo perso i contatti con gli altri. Per un po’ mi sono trovato solo in un fiume nel buio più totale, poi ecco che becco una ragazza con un  ciambellone che, nel panico, si faceva trasportare dalla corrente. Aggrappatomi a lei, riusciamo a raggiungere la sponda camminare nell'oscurità per raggiungere la strada principale… e da lì prendere un tuc tuc per tornare a Active Imagecasa. A me è andata bene, ma il Paci e gli altri si sono dovuti fare una camminata della madonna in mezzo a risaie e chissà cos’altro. Sono tornati tutti pieni di tagli! Abbiamo passato una giornata bellissima ed il giorno dopo ho rincontrato molta della gente che si era persa nel fiume e tutti avevano bei ricordini per tutto il corpo...
Prossima tappa Vientiene, la Capitale del Laos...
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LAOS & CAMBOGIA (Agosto 2009)
Vientiane è una città molto interessante: la strada principale di sera si riempie di bancarelle che vendono di tutto, la vita notturna è abbastanza frenetica e di giorno si può andare ad ammirare cascate e paesaggi stupendi. Ma noi, reduci Active Imagedal maledettissimo TUBING, non abbiamo potuto vivere a pieno tutte queste bellezze: eravamo tutti distrutti con tagli dappertutto e abbiamo passato la maggior parte del nostro tempo tra farmacie ed ospedale!
Dopo che ci siamo per così dire ripresi, siamo scesi fino al sud del Laos per raggiungere Four Thousands Island, che si trova al confine con la Cambogia. Il viaggio è stato abbastanza lungo - una quindicina di ore - ma il paesaggio è stato mozzafiato! Mai visto così tanto verde in vita mia: immense distese, sconfinate…non riuscivi a vedere la fine e, di tanto in tanto, l’immenso Mekong faceva cornice a quella vista spettacolare. Four Thousand Island non è altro che una serie di Active Imagevillaggi costruiti sull’acqua, e noi, ad un prezzo irrisorio, abbiamo preso una barchetta per visitare i villaggi più interessanti. Abbiamo anche fatto un salto alla scuola galleggiante, dove ci siamo divertiti a giocare con i bambini. Dopo qualche giorno di riposo è giunto il momento di visitare un altro stato e quindi abbiamo attraversato il confine per entrare in Cambogia, prima tappa Siem Reap, conosciuta per l’Angor Wat, sito archeologico di immense dimensioni. Il biglietto è abbastanza caro, 20 dollaroni, e ti permette di visitarlo per un giorno e mezzo. Ma prima di acculturarci ci siamo un po’ sbizzarriti vagando di notte tra un locale e l’altro e riempendoci di alcool Active Imagee...tante altre distrazioni: ancora soffro per la serata MOHITO, tutto fatto da noi una gran bella sbronza.. Arrivato il momento dell’Angor Wat ci siamo preparati, armati e partiti. Il tutto è stato veramente incredibile: abbiamo visitato il monumento principale, l’Angkor Wat, poi L’angkor Tom con il mitico monumento Bayon. Un fatto da raccontare è accaduto verso le 5 di sera:. l’Angkor Wat (monumento principale) non se ne poteva visitare la cima in quanto chiusa per restauri; bisognava quindi fare una enorme scalinata per raggiungerla e c’erano divieti da tutte le parti. Ma voi pensate che qualche divieto o qualche guardia potevano fermare 4 pazzi Active Imageitaliani che ormai avevano deciso di attuare il piano ANGKOR, ossia riuscire a passare la notte là dove nessuno poteva, nel posto più alto del sito archeologico più grande di tutto il sud est asiatico? E così, una volta fattasi notte, ci siamo prima nascosti tra gli alberi e, una volta che le guardie avevano fatto uscire tutti, noi, come felini, ci siamo arrampicati e, dopo qualche secondo, eravamo tutti e 4 lì sopra senza fiato. E provando a fare il meno rumore possibile, verso le 8 abbiamo cominciato a rilassarci ed il resto della notte è stata fantastica. Avevamo portato le candele ma non c’è stato bisogno di usarle. La luna piena illuminava tutto intorno a noi e, dopo aver mangiato e fatta la mitica partitona a Active Imagetraversone, ci siamo sdraiati e ci siamo addormentati contemplando quella visita speciale solo per noi! Che dire? È  stato incredibile…e tutti noi ce la siamo goduta alla grande. Al nostro risveglio la fuga è stata più semplice: abbiamo prima ammirato l’alba e, visti tutti gli altri turisti che da sotto scattavano foto dove eravamo noi, una volta che loro sono entrati, abbiamo semplicemente dovuto sbrigarci a scendere confondendoci con loro. Al nostro rientro abbiamo raccontato l’avventura a qualche turista, consigliandogli di provare la stessa cosa e la sera, quando siamo tornati ai locali in centro, già si vociferava che Active Imagequattro italiani che avevano fatto l’impossibile!
E daje, pure stà bandiera è stata issata..... La prossima tappa è stata Sihanoukville: le spiagge cambogiane. Beh, belle per dire la verità ma, dopo aver visitato quelle del sud della Thailandia, quelle del nord della Malesia e quelle indonesiane senza citare tutte quelle dell’America Latina, devo ammettere che non erano niente di speciale! Ma il tour che tutti insieme abbiamo fatto, quello sì che è stato qualcosa di speciale: abbiamo passato un’intera giornata su una barca a tre piani con tutti i comfort e un bar ad ogni piano, facendo snorkelling e saltando dal piano Active Imagepiù alto con giravolte da tuffatori professionisti. Ci siamo ammazzati dalle risate e naturalmente abbiamo finito la giornata quasi tutti mezzi ubriachi, ci siamo fatti riconoscere anche lì.... Purtroppo si stava avvicinando la data della partenza del mitico PACI ed è stata festeggiata il 15 agosto con un barbecue da paura, abbiamo cominciato a mangiare all’una e ci siamo alzati da tavola alle 6 del pomeriggio. La mattina siamo andati noi stessi al mercato del pesce ed abbiamo fatto una mangiata della madonna, il menù: primo, pasta con calamaretti e calamari, poi mega grigliata di gamgeroni, calamari gigantim un tonno di un kg. ed un barracuda leggermente più grande, Active Imageper poi  terminare con una grigliata di gamberoni imperiali! Il tutto annaffiato con bottiglie di vino bianco francese.....e vai con un’altra sbronza. la serata è stata tutto un macello e il saluto al grande Paci è stato indimenticabile, specialmente la notte.........che per ovvi motivi non si può raccontare...
Dopo breve sosta a Phnom Penh, la capitale, è giunto il momento della separazione Paci Zandro e Stefano. Io, in ottima compagnia, ho passato qualche giorno in più in Cambogia prima di dirigermi verso il prossimo stato, il VIETNAM, posto da me tanto atteso, forse perchè avrò visto troppi film al riguardo. Alla prossima con il Active Imageracconto del Vietnam... Grande Raniero non ci crederai, ma è la terza volta che scrivo questa lettera e spero che la riceverai, anzi mandami per favore un messaggio come la ricevi ed ora provo anche a scaricare qualche foto un bacione grande e vai sempre al massimo....
 

 

VIETNAM (Settembre 2009) Active Image
La partenza per raggiungere il Vietnam è stata tutta una meraviglia: abbiamo Active Imageoptato per attraversare la frontiera in barca e raggiungere così il primo paesino vietnamita...naturalmente la crociera è stata fatta sul mitico Mekong! Sarebbe stata l'ultima volta che l'avrei visto e mi sono goduto tutti i suoi particolari fino al Delta. Il Mekong mi ha lasciato senza ombra di dubbio un ottimo ricordo. Il Vietnam è uno stato bellissimo, ma devo subito dire che la gente è la più antipatica ed asociale che io abbia incontrato in tutto il mio viaggio. Perché? Sarà perché non parlano l’inglese o perché non gradiscono i turisti, di preciso non lo so, ma con il tempo Active Imageho imparato ad adeguarmi anche alla loro scontrosità. Prima tappa è stata Mui Nè...un posticino sulla costa molto tranquillo, che aveva praticamente una sola strada. Noi eravamo in una guesthouse sulla spiaggia e ci godevamo la giornata spaparacchiati in riva al mare; non abbiamo fatto niente di speciale, anche perché essendo in bassa stagione eravamo gli unici a starci! Ma indimenticabili le grandi mangiate di vongole e gamberoni ad un prezzo irrisorio, le mangiavo persino a colazione...meglio approfittare di questi posti quando si può, non sai mai quando potrai mangiare Active Imagedi nuovo pesce fresco a quei prezzi! Poi via per Na Trang: anche qui bella spiaggia, ma la mia permanenza in questo posto è stata apprezzata per l'incontro con Stefano, con il quale mi sono preso una sbornia come ai vecchi tempi...fino alla fine...Il mattino dopo, gran mal di testa, ma la sera prima che risate e che macello!
Avevamo sentito che il nord del Vietnam sarebbe stato molto più interessante, quindi di nuovo in marcia per Hoi An: un posto da incanto, una piccola colonia, stile europeo, con mercatini che emanavano i colori più incredibili, un fiume che la attraversava e migliaia di Active Imageponticini che era una goduria solamente attraversarli...per non parlare della spiaggia! Insomma, niente male per quello che avevo sentito del Vietnam! E la sera tutto si riempiva di lanterne colorate, potevi sdraiarti sulla spiaggia ed ordinare una bella birra gelata dai carrettini che passavano in continuazione; ho visto una bellissima luna ed ho passato una bellissima serata...che serata...Ad Hoi An abbiamo fatto amicizia con una coppia portoghese, Peter and Hanna...è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ci siamo trovati immediatamente tutti e 4 benissimo e le serate sono Active Imagestate le più alcolizzate degli ultimi mesi! Una sera, dopo aver prosciugato quasi tutte le risorse di un bar nel quale abbiamo creato l'impossibile, ci siamo armati di bottiglie di Rhum e ci siamo diretti in spiaggia...e che ti abbiamo trovato? Un party in piscina! Erano le 2 di notte ed infiltrarci e il buttarci in piscina è stato un tutt'uno! Ci siamo fatti riconoscere in un minuto, lanciandoci da ogni posto possibile ed inimmaginabile...tanto che alla fine ci hanno dovuto cacciare ed erano le 5 del mattino. Era ancora rimasta una bottiglia ed il finirla è stato un gioco da ragazzi: la bevevamo mentre tornavamo alla Active Imageguesthouse sul motorino... guidavamo a 20 all'ora, ma bevevamo ad una velocità impressionante! Tornati a casa sani e salvi, invece di buttarci a letto, tutti di nuovo in piscina; ma anche da lì siamo stati cacciati verso le 7 per delle lamentele che venivano dai piani superiori (più che comprensibile!). Dopo le nottate brave, eccoci diretti a Sapa, posto che con chiunque parlavi ti diceva che era stupendo: ebbene, tutto quello che ho sentito si è materializzato in realtà, un posto veramente unico, situato un pò in altura. La sera faceva anche un pò freddino, Active Imagema siamo stati fortunatissimi a trovare una guesthouse con camera al sesto piano a 4 dollari, con una vista da paura, si vedevano tutte le terrazze del riso, tipiche di quei posti, eravamo vicino al confine con la Cina. Circondate da montagne e di nuovo tanto verde tutt'intorno, c'erano altre 3 camere sul nostro stesso piano e siamo subito diventati un bel gruppo. Dovrei raccontarvi della notte loca che abbiamo fatto tutti insieme, riempendoci di vino locale, per poi fare un casino per le strade cittadine e giocare a freccette mettendo le proprie mani Active Imagesulla tavola dove dovevi attaccare le freccette stesse! Ne ho puntata una proprio al centro del palmo di Eve, un ragazzo della Nuova Zelanda...le risate si sono sprecate!
Ma poi pensate che sono il solito alcolizzato e quindi vi dirò della splendida camminata che abbiamo fatto insieme a delle signore del posto, le quali ci hanno accompagnato ai loro villaggi, distanti un 3|4 ore da dove eravamo. Siamo partiti verso le 9 della mattina e ci siamo incamminati per la strada principale: il paesaggio era fenomenale, risaie ovunque con bufali Active Imaged'acqua che le abitavano e poca gente che le lavorava. Siamo discesi piano piano, fino a che ci siamo addentrati nelle risaie che dall'alto stavamo in continuazione fotografando, il terreno era abbastanza scivoloso per la pioggiarella che ci ha accompagnato per tutta la giornata e di bei voli se ne sono visti! Il mio è stato il più spettacolare: una decina di metri in scivolata, coinvolgendo 5 persone nella mia caduta! Anche qui le risate si sono sprecate. Dopo tre ore di cammino, tra risaie, fiumiciattoli e verde, siamo arrivati al primo villaggio, abitato solo da gente locale con dei costumi caratteristici del posto; Active Imageall'unica mensa per mangiare non abbiamo neppure ordinato, ci hanno solamente portato le uniche 6 porzioni di noodle che avevano, buonissimi devo dire...e poi via in cammino di nuovo per il secondo villaggio, simile al primo, cambiava solo il nome della tribù che lo abitava (di cui non ricorderò mai i nomi!). Poi la cascata, minuscola ma piacevole per riposarsi, e le pozze termali nelle quali ci siamo tuffati come pazzi e bevuti una bella bibita rinfrescante. Era stato tutto bellissimo, ma ci aspettavano 5 ore di cammino per rientrare, per me era troppo.
Active ImageIo e Lena eravamo rimasti subito indietro di qualche centinaio di metri ma, al primo camion che è passato mi sono buttato in mezzo alla strada e, pregandolo di darci un passaggio, siamo saliti sul retro. Praticamente eravamo dentro una scatola di ferro senza neppure sapere, né vedere, dove ci stesse portando; ad ogni curva eravamo sballottati da una parte all'altra contro delle pareti di ferro. Dopo mezz'ora ci siamo decisi a bussare al guidatore e...sorpresa delle sorprese, ci siamo fermati a 20 metri dalla nostra guesthouse! Grande sorpresa quando il gruppo è Active Imagearrivato più che distrutto dopo 3 ore e noi già belli docciati che li aspettavamo sul terrazzino!!!
Dopo esserci acculturati un po’, ci siamo di nuovo diretti a Ha Noi e poi subito ad Halong Bay: posto molto turistico, ma un MUST per tutti i viaggiatori! Abbiamo preso una barca da Halong City all'isola di Cat Bà e per arrivarci ci siamo fatti un tour per le baie di Halong...un vero spettacolo! C'erano picchi che sfioravano da ogni parte dall'acqua e al momento del tramonto siamo stati partecipi di una meraviglia della natura: quella palla rosseggiante che si affacciava come timida Active Imagedai picchi che ci si presentavano davanti. È stato un momento unico, le foto si sono sprecate ed anche le riflessioni più profonde. Arrivati a Cat Bà, ci siamo diretti in un bel Bungalow sulla spiaggia ed i nostri 2 restanti giorni ce li siamo passati all'insegna di sole, spiaggia e mare; infine, rientro ad Hanoi e volo per Kuala Lumpur (Malesia)! Ebbene sì, sono di nuovo tornato in Malesia, ma solo per aspettare il mio visto per l'India e per farmi una vacanza nella vacanza; cioè, andrò 3 mesi in India (visto che nel sud non ci sono mai stato mi è Active Imagesembrata un'occasione da sfruttare) e poi di nuovo rientro in Hanoi per proseguire il mio viaggio...perché il viaggio deve continuare. Mi sono dimenticato della sosta a Ho Chi Minh City, la vecchia Saigon, una città matta con più di un milione di motorini che riempiono le strade, con un traffico da paura - mai visto qualcosa di simile - e l'incontro con un reduce della guerra del Vietnam che, dopo esserci stato nel ’69, ci è tornato per viverci: il parlare con lui davanti ad una cassa di birra è stato molto più interessante ed io ero molto affascinato da tutti i suoi racconti. Ora sono “bloccato” qui a Kuala Active ImageLumpur, aspettando il visto che non arriverà mai in tempo per il mio volo, praticamente dovrò spostarlo...ma che me frega! Fretta non ce n'è e la città mi piace. Ah! Tra pochissimo, l'8 ottobre, farò un anno di viaggio...Buon compleanno Nicolino!!!!!!!!!!!!!!

 

 

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INDIA, 3 novembre 2009
Invece come per magia, e finalmente con un po’ di fortuna con questi visti, sono
riuscito ad ottenere il visto per l’India e così il 9 ottobre c’è stata la
partenza...
Arrivo in India (posto da me visitato già 6 anni fa): prima tappa Tiruchirapalli, anche se da lì siamo scappati subito per arrivare a Chennai e poi diretti a Mamalapuram, dove siamo rimasti per 3 giorni, dedicandoci a riposo, meditazione e tanto ma tanto....
Ma il nostro vero scopo era di arrivare il prima possibile a Mumbai e, una volta
arrivati, trovare un "lavoro". Aho, a forza de girà, i soldi prima o poi
finiscono e nel mio caso, da mo' che so'finiti...
Prima della mia esperienza a Mumbai, vi devo raccontare il viaggio per
arrivarci: abbiamo optato per la scelta più economica, il treno...dovevano
essere 24 ore di viaggio ma, chissà perché, ce ne abbiamo messe 32! In India non
puoi mai fidarti degli orari; e poi in che treno, supermega affollato! Avevamo
preso il vagone dove potevamo dormire, ma c'era così tanta gente che
praticamente stavamo uno sopra l'altro...a me m’ha detto bene, stavo sopra la
mia ragazza...ahahahah!!! Il viaggio è stato interminabile. L'abbiamo passato
bevendo chai - che qui lo bevono pure al bagno, ne vanno pazzi, e che non è altro che thè con latte – e conversando con la gente diretta a Mumbai per cercare di ottenere più informazioni possibili riguardo Bollywood. L’idea, infatti, era quella di andare a lavorare nel Film Industry...
Arrivati più che distrutti a Mumbai, ci dirigiamo verso il centro, Colaba,
(posto descritto anche dal mitico libro Chantaram che, a quanto pare, in India
hanno letto tutti), ed iniziamo a girare per trovare l’alloggio più economico... ma è stato impossibile. Mumbai è la città più cara dell'India e a meno di 500 rupie, ossia 10 dollari, è impossibile trovare un letto. Al ragazzo della hall, quando mi ha chiesto 500 rupie, ho risposto: “Ma che sei matto!?! Guarda che siamo in India!”. E lui ha detto: “No, questa è Mumbai, no India!”. Avete capito??? La sera ci facciamo un giro per la città, mangiando al Leopold's, una specie di istituzione qui a Colaba. Però, visti i prezzi molto turistici, non ci siamo più tornati. Da non dimenticare, la bellissima moschea a Mahalakshmi:
visitandola all’ora del tramonto è stato uno spettacolo, con le migliaia di
persone che, in fila, entravano per andare a pregare; e il mercato dei ladri, che non potevo perdere assolutamente! Poi girare per la città è stato tutto una
meraviglia...piena di architettura stile coloniale, bellissima! Nei suoi sobborghi, non potevano mancare gli Slum (che presto andrò a visitare), dove le persone più povere vivono in case fatte con qualsiasi tipo di materiale. Mumbai è una città bellissima, ma anche molto affollata. La si gira molto facilmente con il treno, benché ogni volta sia una lotta, tanto per salire che per
scendere. Credeteci o no, in India la parola “Sorry” non esiste, quindi non ci sono scuse, la gente ti spinge, ti calpesta i piedi, ti guarda e se ne va...ma io me so' abituato subito e quanti ne ho castigati!
Dopo 2 giorni di riposo, giusto il tempo di ambientarci, ci siamo messi alla ricerca - che per dire la verità non è stato poi così facile, ne abbiamo fatti di giri (tutto il giorno a girare come pazzi!)- di agenzie o di qualsiasi
altra cosa avesse potuto procurarci un lavoro. Ma niente, non siamo riusciti a trovare nulla. Poi il giorno dopo, botta di fortuna, un ragazzo mi si
avvicina e mi chiede se voglio far parte di un film. Così il giorno seguente
mi sono ritrovato in scena in un film dal titolo “Full House”: dovevo fare il
turista italiano, la scena era girata a...Bari...era una festa in spiaggia. È  stato divertente, come al solito, e da qui sono scappati i miei contatti, avendo
comprato la sim card locale (il mio numero è...+9109022326586). Sono riuscito a dare e a prendere i numeri di tutti e, dal giorno successivo, sono iniziate ad arrivare le telefonate. È anche successo che mi siano arrivate due offerte di lavoro per lo stesso giorno e io ho detto: “Chi mi dà di più, me se prende!”. Business is business!!!
Sono riuscito a far parte di un altro film per tre giorni di seguito: si intitola “REEV” e, a quanto pare, dovrebbe essere un gran film.  Il primo giorno mi hanno fatto fare il gentil'uomo inglese. Le risate! Mi avevano dato un vestito che me stava 20 volte, ed un cappello che se me vedete me prendete in giro a vita...ma io me stavo a sgarrà dalle risate. Poi i due giorni successivi mi hanno fatto fare il soldato con una divisa fatta di pelle di montone e noi che dovevamo stare immobili sotto il sole cocente delle tre del pomeriggio! Un
caldo della madonna, ogni volta che l'attore principale chiedeva “Make up”, per
aggiustarsi quei due capelli che se ritrovava, noi in coro strillavamo: “Come
on man, it’s hot here!”! Di divertimento ce n’è stato parecchio, ma le giornate
erano lunghe, dalle 8 di mattina alle 6 o 7 del pomeriggio...una bella sfacchinata. E per quanto? Meglio che non ve lo dico...anzi, ve lo voglio di'... 17 luridi dollari! In compenso ti davano pranzo e cena ed almeno quelli erano veramente buoni. Ci siamo fatti delle gran mega mangiate (cosa che non ci aspettavamo); poi c'era il gran riposo tra una scena e l'altra...e che dormite sotto l'ombra degli alberi e quante volte me so’ venuti a cerca' e a dimme... “Daje che devi andare in scena!”. E io: “Sì sì, mo’ arrivo!”.
Ma la cosa più divertente è quando in compagnia di un altro romano ci siamo
fatti due mega c...... del miglior Kashmiri e poi subito dopo ci hanno chiamato
per girare la scena! Ragazzi miei, che casino abbiamo combinato! Il regista
diceva “AZIONE” e noi scoppiavamo a ridere! Poi ci avevano messo a fianco
dell'antagonista e quindi spesso facevamo ridere pure lui, c'è cascato il
fucile per terra più di una volta e a me il cappello mi è caduto facendo
mostrare alla telecamera il mio piercing! E lì il regista ha strillato: “STOOOOOOOOOOP...IL PIERCING NO...”. E io: “Guardate che per 17 dollari non me
lo tolgo!”. E così mi hanno sistemato il cappello un po' più giù e la scena è
stata ripetuta senza problemi...anche se io e Valerio abbiamo continuato a ridere per tutto il tempo, ancora non capisco come abbiano fatto a non cacciarci
via.
Comunque "lavorare" a Bollywood è davvero divertente, domani ho da fare un
“voice dubbing”, ossia presto la mia voce a qualche personaggio nel film; la paga è la stessa, ma dura solamente tre ore, almeno si lavora meno. Ma la vera
novità è che lunedì ho una vera e propria audizione e se mi prendono mi
faranno un contratto per un mese e mezzo...la paga comincia a salire sui 60
dollari al giorno, speriamo bene! AOH! BASTA CHE ME PAGANO...
II parte
Bella Raniero questa ve la devo raccontare...
Allora, venerdì ricevo una chiamata da un agente che mi propone un ruolo in un
film, con un contratto per 5 giorni; la paga è ottima, sia per me che per Lena, e così accettiamo. Active ImageIl giorno dopo ci vengono a prendere alle 6 del mattino con
una macchina privata e dopo tre ore di viaggio arriviamo sul set, ci presentano il team e ci portano negli studios per la vestizione. Io dovevo fare il generale...
Ci hanno trattato in un modo incredibile, avevamo il nostro autista personale per qualsiasi spostamento, un ragazzo che era a nostra disposizione tutto il giorno per esaudire ogni nostra richiesta; invece di mangiare nella mensa comune avevamo un nostro tavolino riservato con gente che ci serviva. Prima di girare la scena, visto che avevo la barba lunga, mi hanno chiamato il barbiere e
mi ha fatto la barba sul set lasciandomi solo i baffi...ora ho un look un po' buffo, ma era ottimo per la scena che dovevo girare. Il lavoro è stato facile e veloce. Poi, verso le 6 del pomeriggio, abbiamo preso la macchina e ci hanno portato nell’albergo...e che albergo! Avevamo una stanza bellissima e grandissima: dopo aver passato gli ultimi 13 mesi tra catapecchie ed ostelli, mi sembrava un sogno! La stanza aveva tutti i comfort possibili e, visto che eravamo abbastanza stanchi, abbiamo ordinato la cena in stanza. Poveraccio quello del room service, l’avrò chiamato almeno una ventina di volte...tanto era tutto gratis e io ho scialato come un fio de na..... Però sono stato molto generoso con le mance...le mance.... e chi si aspettava di lasciarle in questo viaggio...
Poi il giorno seguente è stata la stessa storia, ma il bello è venuto quando ci hanno dato il camerino personale e verso le 3 del pomeriggio, prima di girare la scena finale, un attimo prima che il regista dichiarasse “Azione”, io ho strillato...”MAKE UP PLEASE”, ed il ragazzetto è corso da me veloce per aggiustarmi i baffi! Tutti che mi guardavano e a me che mi veniva da ridere
come un matto. Ho conosciuto tutti gli attori e bevuto con loro l’ultima sera; per 5 giorni
sono stato trattato come una piccola star, ma oggi sono rientrato a Colaba ed anche se ho soldi abbastanza per rimanermene un mesetto senza far niente (con solo 5 giorni di lavoro...e che lavoro!), mi sono già rimesso in azione e finalmente dopodomani ho questa audizione...
Alla fine non è stato poi così tanto difficile entrare nel mondo di Bollywood, solo che devi stare attento agli agenti che con le commissioni cercano di fregarti in ogni modo...ma un frascatano su tre cose non lo freghi: sui soldi, sul vino e sulle donne...
Bella Raniero, le foto te le metto come posso! Un bacione grandissimo...
MUMBAI (NOVEMBRE-DICEMBRE 2009)
Mi sto sempre più innamorando di questa città; sono 2 mesi che ci sto vivendo ed ogni giorno che passa mi sembra sempre più bella ed affascinante. Di posti ne ho visitati oramai qui, ma è una città così grande che ogni giorno c'è qualcosa di nuovo da vedere…anche se il tramonto visto dalla Moschea di Aji Ali rimane sempre qualcosa di stupefacente! Quest'ultimo mese l'ho trascorso tra feste, agenti, eventi, inaugurazioni, lavori, audizioni e tanto, ma tanto altro: se uno vuole, qui c'è da fare per tutti. Voi penserete…“Ma dove? In India, dove ci sono milioni di persone che muoiono di fame?”. Io vi rispondo citando le stesse parole con le quali, al mio arrivo in città, il proprietario della guesthouse ha ribattuto alla mia domanda: “10 dollari a notte? Ma non siamo in India?”… “No, questa è MUMBAI!”. In ogni caso è stato un mese molto movimentato, sono andato di nuovo (per 3 volte) a girare la serie televisiva che si chiama Jansi Kirani; fortunatamente il canale che la trasmette non c'è in Italia, altrimenti ve sareste ammazzati dalle risate! Anche se alla fine ho avuto una bella parte…mi hanno fatto fare una bella galoppata su un cavallo bianco e poi, una volta sulla scena, grande smontata alla Clint Eastwood e tanto di sguainata di spada. Insomma, c'è stato da divertirsi, benché spesso le attese sul set siano state lunghissime e snervanti. Ho fatto anche parecchie audizioni, ma la maggior parte delle volte cercavano ragazzi biondi con occhi azzurri. In relazione a ciò, un giorno un produttore mi ha chiesto: “Ma sei sicuro di essere italiano? Mi sembri più un indiano”. In quel momento ho pensato: “O je spacco ’na boccia in testa o je sparo un sorrisone!”. Ho optato per la seconda scelta. Perciò, visto che la richiesta di lavoro per me stava iniziando a calare, mentre al contrario quella di Lena cominciava ad aumentare vertiginosamente, mi son messo a fare il suo agente…per la verità se la cava bene anche da sola, ma l'aiuto di un Frascatano DOC non fa mai male! Quindi le giornate per lei si sono riempite di lavori, dei più facili e divertenti; così come anche le mie, nel seguirla ad ogni evento. Io mi informavo sempre se c'era l'open bar e, con un'infallibile organizzazione, non ho mai deluso le mie aspettative…ma proprio per questo, alla fine la mia fidanzata mi ha dovuto portare per la seconda volta all'ospedale! Niente di che, un’infezione al fegato, causata dal cibo, dall'acqua (che qui è un pericolo quotidiano), dal mangiare piccante…e naturalmente da rhum, vodka, gin, e tutto il resto. Conclusione: 6 mesi di condizionale e niente più stravizi: la mia infermiera personale mi ha già messo a stecchetta, quindi ho deciso di passare le vacanze natalizie nelle spiagge di Goa, tra sole, mare, spiagge e tanto relax. La partenza è prevista per domani, 14 ore di bus; parto con il mio amico Sandro, con il quale mi sono rincontrato a Mumbai una settimana fa. Lena mi raggiungerà dopo 2 giorni, per un lavoro che dovrà fare domani e dopodomani…e che lavoro!  Regalare gadget per una compagnia indiana, tre ore di lavoro ed il resto tutto pacchia. Al suo arrivo mi troverà già bello abbronzato, con un bel cocktail in mano (almeno lo sai le botte che me dà!!!).
TUTTI AL MAREEEEEEEEEEEEEEEEEEE...........E VISTO CHE LA PROSSIMA VOLTA CHE SCRIVERÒ SARÀ CON L'ANNO NUOVO, COLGO L'OCCASIONE PER AUGURARE A TUTTI UN FELICISSIMO NATALE ED UN DIVINO ANNO NUOVO!!!
Grande Raniero, purtroppo di foto non ne sto più facendo, ma al mio arrivo a Goa ricomincerò ad inviarti nuove foto di bellissime spiagge. Un bacione.......
 
GOA (INDIA) - 29 GENNAIO 2010
BELLA PÈ TUTTI.........................
Allora ne è passato di tempo dall'ultima lettera e di cose ce ne sono da raccontare…
Active ImageNon so da dove iniziare; facciamo con il nuovo anno, ora è il 27 gennaio e praticamente sono quasi due mesi che sono spaparacchiato sulle spiaggie di Goa. Goa è un posto turistico, sì (anche se si possono trovere piccoli paradisi deserti), ma penso che deve esser un must per conoscere a fondo tutta l'India. Active ImageCi sono delle spiagge stupende, come quella di Palolem al sud o quelle del nord, tra cui le più carine a mio consiglio sono: Vagator ed Arambol. Ho passato la maggior parte delle mie giornate a fare grandi bagni, grandi nuotate e spettacolari partite a frisbee, ho girato un po’ tutte le spiagge una settimana qui e una settimana lì, ma ora mi sono ancorato ad Arambol. È quella in cui mi sono trovato meglio e poi ho preso un bungalow che è una meraviglia: solita locazione in fronte alla spiaggia con vista di un tramonto spettacolare. Gli ultimi 5 giorni si è affacciato anche un gruppo di delfini che ci affascinano ogni giorno con le loro perfette piroette e, vederli da sdraiati dal letto, con un bel"...." in mano, è tutta un'altra cosa. Anche di bungalow ne ho cambiati parecchi, ma non dimenticherò mai quello che ho preso ad Anjuna! In Active Imageverità non era un bungalow ma una vera e propria casetta indipendente sul mare ad un metro dalla spiaggia. Dentro era completamente vuota, con solo un materasso per terra (d’altronde cosa si voleva per 100 rupie ossia un euro e mezzo al giorno) ed il bagno era distante una ottantina di metri: spesso per emergenza facevo prima a buttarmi in mare e guardate che l'ho fatto più di una volta, ma con i primi due giorni l'avevo arredata alla caciarona, me la sentivo mia e poi ne ha viste di storiacce quella casetta…
Per tornare a noi, qui ci sono praticamente i giorni programmati; c'è sempre qualche concerto nei bar sulla spiaggia ma il mercoledì è d'obbligo il free market, il quale finisce alle 18, e poi al Looda cafè, che è situato sulla spiaggia vicino al free market, Active Imagedove comincia il mitico concerto dei Candolim seguito sempre da altre bande dal vivo. E qui si trova sempre una buona scusa per farsi una bella bevuta. Poi il sabato c'è il night market,  di nuovo si alza il gomito e spesso si torna a casa con qualche busta piena di acquisti. E poi c'è Chapora, che più che un posto è una strada con qualche bar ed un ottimo juice centre dove tutte le sere si radunano i " fricchettoni" di Goa e la strada è piena di gente che fuma da tutte le parti e se fumano de tutto...che schifo....( sembra vero!).
Active ImageInsomma, se uno vuole ce ne sono di cose da fare a Goa, ma se uno non vuole c'è da riposarsi alla grande.... e che pacchia....In nome dei miei amici di battaglia devo raccontarvi questa: il 26-27 e 28
dicembre avevano organizzato un mega party sulla spiaggia: l'entrata era 3500 rupie e 7000 rupie per il priveè, praticamente era la festa da non perdere! Erano previste più di 20000 persone al giorno, e fortunatamente uno degli organizzatori era una persona che avevo conosciuto durante la mia esperienza da "attore" a Mumbai. Contattandolo, riesco ad incontrarmici e a farmi dare il mitico braccialetto per entrare; era il secondo giorno della festa ed il primo per me e, dopo due ore dalla mia entrata, Active Imagela musica si ferma, ed il deejay dà l'appuntamento al giorno dopo. Il giorno seguente chiamo il mio amico Zandro, dicendogli che con il vecchio trucco del braccialetto si poteva entrare in due senza problemi e dopo 5 minuti ci ritroviamo entrambi dentro: che figata che era e che macello che abbiamo fatto, tutto è cominciato dalla fortuna di aver trovato 1000 rupie sulla spiaggia: ci siamo  ubriacati come matti, ma il top era sul priveè quanta gn..... ci è voluto un attimo, un salto della transenna e ci siamo ritrovati nel priveè, il delirio, non aggiungo altro. E così, tra un giorno di festa e 5 di riposo, siamo arrivati al 21 di gennaio, io e Lena ci siamo svegliati ed era Active Imageuna giornata bellissima, abbiamo fatto colazione sulla spiaggia come ogni giorno, e poi... non so…è  stato tutto così naturale. Sembrava come se entrambi sapevamo quello che l'altro pensava e voleva, quindi è scappato un gran sorriso e le ho detto “mi vuoi sposare?”, e lei mi risponde: “Anche subito”, e così siamo andati a chiamare una coppia di amici che qualche giorno prima avevamo conosciuto. Abbiamo affittato 2 motorini per strada, abbiamo comprato 2 fedine d'argento con all'interno Active Imagel'incisione dei nostri nomi e la data, e siamo andati a cercare il tempio che ci sarebbe piaciuto. Una volta trovato ed organizzato il tutto con il Pujari (cioè il prete) si erano fatte le 5: Lena è entrata in una stanza e ha cominciato a prepararsi e, visto che era l'unica disponibile, a me è toccata la strada! Ebbene sì, mi son lavato i denti con l'aiuto di  una bottiglia d'acqua, impomatato incremato e pettinato con l'aiuto dello specchietto del motorini che avevo affittato e, dopo 5 minuti, ero Active Imagegià pronto! Il mio vestito era semplicissimo, pantaloni afghani che indosso tutti i giorni e un gilet e, nel frattempo che aspettavo la sposa insieme alla coppia che ci aveva accompagnato, abbiamo cominciato a festeggiare.. le risate.. e poi è uscita lei, bellissima, portava una gonna argentata un toppino nero e piena di sparklers, quando l'ho vista ho detto: A Nicò stavolta t'ha detto proprio bene...
Siamo entrati nel piccolo tempietto e la cerimonia è cominciata tutta in stile Hindu, c'erano fiori, frutta, riso, piccole statuette rappresentanti le divinità e un disegno sul pavimento fatto con il riso che era bellissimo. La cerimonia è stata abbastanza Active Imagelunga: un'ora e 20 durante la quale io ho anche chiesto un fine primo tempo, giusto per farmi passare la smaltita dell'atto finale, e poi alle 18 e 28, nel perfetto momento in cui il sole stava per tramontare, c'è stato lo scambio del bacio e lì, Razico e Serena, entrambi di Bergamo, si sono scatenati a scattare foto e video. È stato tutto così semplicemente bello ed emozionante: il matrimonio che ho sempre sognato, semplice, ma che per noi ha un valore grandissimo. Poi la serata è naturalmente continuata: prima ci siamo scolati una bella bottiglia di champagne al concerto di Prana il quale, quando ci ha visto con le ghirlande al collo (segno che ci eravamo sposati), ha fatto l'annuncio al microfono e applausi congratulazioni e tante foto sono scattate, poi abbiamo continuato a girare e a bere e tutti che ci facevano i complimenti. D’altronde avevamo entrambi un sorrisone stampato sulla faccia! Siamo rientrati al bungalow verso le 2 del mattino ed il buongiorno è arrivato alle 6 del pomeriggio, giusto giusto per il tramonto. Dopo 5 bellissime giornate passate Active Imagecon la mia dolce metà, Lena è ripartita per Mosca, per richiedere il visto per l'Italia, così avrò modo di presentarvela, ma mi raccomando, non le dite tutta la verità sul mio conto, altrimenti sono rovinato. Ed io mi trovo ancora incastrato qui in India per motivi che  poi vi spiegherò: se ve li dico ora e qualcuno lo legge è possibile che ce rimango a vita in India.. no scherzo...
In ogni modo ho un po’ esagerato nel prolungare il mio viaggio, le risorse economiche sono più che finite e la strada è ancora tanta da fare, ma quello che mi preoccupa non è la strada o il passaporto con una sola pagina libera o tutti i problemi che avrò con i visti per attraversare la Cina, la Mongolia e la Russia o i meno 25 o meno 35 gradi che troverò quando raggiungerò quei luoghi. È  che per farvi capire ho più o meno i soldi per pagare una cena per due persone da Cacciani! Ce la farò a tornà a casa: molti mi consigliano il volo diretto per l'Italia dicendomi che per affrontare quei posti ci vogliono vestiti appropriati e no costumi da spiaggia o teloni da mare, dei quali il mio zaino è pieno. Calcoliamo che dovevo essere in Cina ad agosto per fare così le zone fredde d'estate e invece mi ritrovo a farle a febbraio... furbo io eh!.
Ma a colui che viaggia è proprio questo che lo affascina.... è l'avventura e la curiosità di vedere quello che succederà nelle situazioni più disastrate, se riesco ad arrivare ad Hong Kong fateme gli auguri…
DAJE CHE SE RIESCO AD ARRIVARE AD HONG KONG È GIÀ UNA GRAN
VITTORIA...
FEBBRAIO 2010: CINA E HONG KONG
E come per miracolo eccomi arrivato ad Hong Kong!
Appena uscito dall'aeroporto, ho sentito immediatamente il cambiamento del clima...freddo! Mi sono poi diretto all'ostello che avevo scelto...e la scelta si è rivelata più che ottima: pulito, economico e situato sulla strada centrale, non potevo chiedere di meglio! Senza perdere tempo ho subito cominciato il mio giro "turistico". Prima tappa, il Victoria Peak, un'altura che sovrasta la città di Hong Kong, raggiungibile con un trenino che risale l'altura – ripidissima -  fino alla vetta; ed una volta arrivati, la vista è mozzafiato, avevo tutta la città davanti ai miei occhi...e che città! Poi l'ho ridiscesa a piedi e mi sono diretto al Mo Man Temple (scusate per i nomi completamenti errati, ma non ho avuto tempo di controllarli), strapieno di incensi...visto che erano gratis ne avrò accesi un centinaio. Il mio giro è continuato per tutte le stradine più nascoste, dove ho potuto ammirare la vera atmosfera di questa incredibile città. Solo verso sera sono tornato all'ostello e, dopo una breve pausa, mi sono diretto al food market. Che mangiata ragazzi miei! Ed anche se ho trovato Hong Kong un po' cara, sono riuscito a mangiare abbondantemente ad un prezzo bassissimo...d'altronde ero entrato nel cuore dell'Asia!
Il giorno seguente ho girato come un pazzo e mi sono visto tutti i mercatini che vendevano praticamente di tutto, una cosa incredibile, e poi me so’ tagliato dalle risate quando chiedevo il prezzo...ne sparavano di altissimi ed il contrattare era una cosa assai ardua perché solo in pochi parlavano inglese; ma c'era una GRANDE varietà di cose, tanto che alla fine sono tornato all'ostello con un paio di buste. La sera mi sono diretto all'Avenue of the Stars, una strada sulla baia con una vista incredibile di Hong Kong Island che, di notte, con tutte le luci accese, è bellissima: praticamente si tratta di una strada simile a quella di Hollywood, con le impronte dei grandi attori stampate sul pavimento, ma la cosa più bella è stata la mitica statua del mitico ed unico Bruce Lee...gli avrò scattato una ventina di foto, tutte uguali! Ma che ci posso fare, sono cresciuto con i suoi film, li ho visti tutti! Era stato ripreso nella sua posizione più conosciuta ed era scolpita nei minimi dettagli. Sono rimasto ad Hong Kong una settimana circa, il tempo necessario per ottenere il visto della Cina...ed una volta ottenuto, la partenza è stata immediata!
Prima tappa in Cina è stata Xi An, dove sono arrivato prendendo il treno da Hong Kong (trenta ore di treno!) e, poiché era il periodo della festività cinese più importante, cioè il capodanno cinese, il treno era tutto pieno. Sono per fortuna riuscito a prendere uno standing ticket...sapete che significa? Beh! Ve lo dico io che significa...che non avevo il posto a sedere! Io ho pensato “E che me frega! Me sdraio per terra e buonanotte! Seee, magari! C'era più gente in piedi che a sedere! Ma il dramma non è stato tanto la durata del viaggio...ero riuscito a trovare un buco insieme ad altre persone nel bel mezzo di due carrozze, e verso le 8 di sera ha cominciato a fare un freddo cane: prima mi si sono congelati i piedi, che dopo un po' non potevo più muovere, e poi il freddo ha iniziato a salire su su per le gambe. Ero completamente congelato e non ero l'unico. Questa sofferenza è durata fino alle 5 del mattino; alla fine per riscaldarci l'uno con l'altro ci siamo messi tutti per terra vicini...ma la cosa non ha funzionato più di tanto purtroppo. Ragazzi miei che freddo, sono riuscito ad entrare in una delle carrozze solo verso le 8 del mattino - sempre in piedi, ma almeno era un po' più caldo - fino a che alle 12 sono arrivato a Xi An. A Xi An in verità non c’è molto da vedere, eccezion fatta per la Bell Tower, la Drum Tower, qualche mercatino e la Big Goose Pagoda. Ma la mia scelta è ricaduta su questo posto per andare a visitare i guerrieri di Terracotta, ed ho fatto più che bene. Sono stati scoperti da un contadino nel 1974 a pochi km dalla città (e facilmente raggiungibili con un autobus) e sono racchiusi in tre siti. Il primo ne contiene pochissimi, insieme ad un bellissimo carro e a qualche soldato. Mi sono poi diretto al secondo sito che, in base alle mie informazioni, ne doveva contenere 1300...arrivato sul posto, non ne vedo neanche uno! Al mio fianco c'era un gruppo di turisti italiani con una guida; io gentilmente chiedo di poter fare una domanda e, permesso accordato, chiedo: “Scusi, ma qui non dovrebbero esserci 1300 guerrieri?”. La guida mi risponde che erano sotto terra ed ancora dovevano essere tirati fuori. La mia risposta è stata spontanea: “Anche noi a Roma abbiamo 100000 gladiatori in bronzo alti 3 metri”. E la guida mi risponde: “Sì? E dove? Non lo sapevo!”. E io: “Eh, sono sotto al Colosseo, solo che non si vedono, devono ancora tirarli fuori!”. Immaginatevi le risate da parte della famiglia italiana e anche da parte della guida! Così, un po' deluso, mi dirigo al terzo sito, quello che doveva contenere 6000 soldati di terracotta. Beh, 6000 non erano! Un cartello ne contava poco più di 2000, ma il vederli tutti lì schierati davanti a te, ognuno con una faccia diversa e perfettamente conservati, è stato davvero bello. Ne è valsa veramente la pena soffrire in piedi per 30 ore! “Una cosa unica” – dicono – “la più grande scoperta del secolo”. Beato il contadino! Da Xi An mi sono diretto a Beijing e stavolta il treno è stato una passeggiata; l'ho preso il giorno di San Valentino - che per loro corrisponde al primo giorno dell'anno - ed era quasi vuoto...un gioco da ragazzi raggiungere la capitale! Qui di cose ce n'erano tante da vedere! Il primo giorno sono andato a visitare la città proibita, una cosa incredibile, ma c'era così tanta gente che non me la sono goduta come avrei voluto. Dovevi addirittura chiedere permesso per camminare, ma i giardini reali sono stati unici nel loro genere, con alberi secolari e casette tipiche nel loro stile orientale, che si intravedevano leggermente nascoste tra questi alberi, che a loro volta sembravano essere più antichi di tutta la Cina stessa. Nella città proibita hanno vissuto due grandi dinastie, quella dei Ming e quella dei Qing ed è stata così chiamata perché, per 500 anni, nessuno ha potuto entrarci. Poi è stata la volta del Summer Palace, seguito dal Lama Temple con la sua enorme statua di Buddha all'interno. Ma la cosa che aspettavo da tempo era una...Avevo già organizzato tutto il mio giro, per visitare la parte più turistica sarei dovuto passare per Badalin, che era però piena di negozietti e ristorantini. Perciò, per raggiungerla, ho deciso di passare da uno dei punti più distanti, da Beijing...non è stata cosa tanto semplice. Per risparmiare ho fatto un giro tutto mio, prendendo un bus fino a Myuin e poi 2 minivan per raggiungere Jinshanling (il raggiungerla non è facile perché non è visitata da tantissima gente). Una volta acquistato il biglietto, ho risalito una piccola collina e me la sono trovata lì davanti a me...ho fatto una decina di scalini e vi ero sopra, un grosso sorriso è apparso sul mio viso. Ho guardato a destra e a sinistra e non riuscivo a credere ai miei occhi, è stata la cosa più bella che abbia mai visto in vita mia, ero sopra alla GRANDE MURAGLIA CINESE, non c'era praticamente nessuno, avrò incontrato una decina di persone. Dopo solo 2 passi, avevo già scattato una dozzina di foto...ed il tragitto che dovevo percorrere era ancora abbastanza lungo, circa 10 km per arrivare a Simatai. Più camminavo e più non credevo ai miei occhi, una cosa meravigliosa, unica ed eccezionale, non conosco altri aggettivi che possano descriverla in tutta la sua bellezza e grandiosità; il bello non è soltanto la muraglia stessa, ma anche tutto il panorama che la circonda, montagne su montagne tra le quali lei, orgogliosa e imponente, si arrampica! Il tragitto è un susseguirsi di sali e scendi spesso ricostruiti e spesso lasciati nel modo in cui gli attacchi mongoli li avevano lasciati; ogni 500 metri, una torretta dalla quale poter raggiungere la vetta ed ammirare la muraglia in tutta la sua lunghezza, almeno in parte, calcolando che è lunga più di 6000 km! Da lontano ho visto che mancava poco per raggiungere la torretta più alta e lì ho deciso di fermarmi per consumare il mio pranzo. Beh! La vista era grandiosa, non volevo più andar via, se fosse stato per me sarei rimasto lì per anni, sono certo che sarebbero passati velocemente...e come potresti mai stancarti di quella vista così sensazionale?! Ma il cammino era ancora lungo e così mi sono rimesso in marcia; ogni tanto incontravo qualche persona e non mi facevo scappare l'occasione per chiedergli di scattarmi una foto per intero, anche se con l'autoscatto me ne sono fatte di risate: il timer mi dava 10 secondi, ed io una volta posizionata la macchinetta fotografica mi mettevo a correre su e giù per farmi prendere per intero! Non sempre ho raggiunto il mio intento, ma sembravo un bambino che per la prima volta viene portato al luna park...ridevo da solo ed in continuazione mi giravo indietro per ammirare la sua immensità. Dopo tre ore di cammino sono riuscito a raggiungere Simatai, dove c'era l'uscita...ma un tratto in più si poteva fare ed io non ho esitato neanche un secondo, con tutto che avevo le gambe che un po' mi dicevano “...e basta...!”. Ho continuato per altri 3 km, fino ad arrivare ad un punto dove c'era un cartello che diceva che era proibito continuare; in effetti la muraglia era così devastata che il camminarci sarebbe stato alquanto impossibile! Così mi sono ridisceso i 3 km per tornare all'uscita, ma senza poter smettere di ammirarla. Non vorrei essere ripetitivo, ma una cosa così bella non l'ho mai vista in vita mia, la sua prima vista mi ha tolto il fiato per mezz'ora; ed ero così ammaliato dalla sua grandiosità che prima di andar via sono rimasto ad ammirarla per un’altra buona mezz'ora. Sono stato costretto ad andar via solo perché l'ultimo bus per Beijing da Myuin era alle sei e si stava facendo tardi. Perciò, una volta fatta la strada a ritroso, mi sono ritrovato a Beijing alle 8,30 di sera...più che soddisfatto, soddisfattissimo. Ora rimaneva l'ultimo problema da risolvere, il visto per la Mongolia. Il problema era grande, il mio passaporto stava arrivando alla fine, mi restava solo una pagina ed avevo paura che non mi dessero il visto in quanto non avrei potuto lasciare il paese, non avendo il biglietto d'uscita. Però, pregando fortemente il Santo protettore dei viaggiatori, (oggi gran giorno per me), sono riuscito a farmi mettere il visto dall'ambasciata, che mi ha fatto notare come il mio passaporto sia ormai più che pieno. La mia risposta è stata che avrei preso un volo da Ulaan Baatar per Roma...ma le mie intenzioni sono ben diverse! C’è la Russia che mi aspetta! Come farò beh! Anche questo è meglio che non ve lo dica, ma in qualche modo ci riuscirò. Il passaporto nuovo non posso farlo poiché in Mongolia non c’è una rappresentanza per l'Italia. L’unica soluzione è tornare a Beijing, ma la cosa per me è impossibile quindi...speriamo che quello che ho in mente funzioni, altrimenti...SONO ROVINATO...Ma per ora solo una cosa ho in mente...MONGOLIA STO ARRIVANDOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!! Bella Raniero, le foto per il momento non posso metterle perché in Cina è alquanto difficile connettersi a Facebook; proverò però dalla Mongolia...
  
Marzo 2010…LA MONGOLIA...i preparativi per la TRANSIBERIANA...ed il ritorno a FRASCATI!!!
Active ImageDopo aver raggiunto Erlian, la citta più vicina al confine con la Mongolia, ho preso un autobus per attraversare il confine, ed eccomi così ritrovato a Zamin -Udd, prima città in Mongolia. Da qui ho poi preso un treno diretto per la capitale, Ulaan Baator.
Sono arrivato verso le due del pomeriggio e, come sceso dal treno, ho subito capito dove mi trovavo: uno dei posti più freddi che abbia mai visitato...mi sono messo in cammino per trovare l’ostello, ma il freddo era troppo, ed alla fine mi son messo a correre per raggiungerlo e, come arrivato, mi sono buttato dentro e ho detto a me stesso: “Da qua non esci più”!
Active ImageInvece di prendere un letto nel dormitorio ho optato per lo Yurt, la tipica abitazione che i locali usano nel deserto del Gobi. Per spiegarvi, trattasi di un’abitazione circolare tipo una piccola tenda da circo con una stufetta al centro. Il mio yurt era bellissimo: avevo un letto matrimoniale, un lettino più piccolo, un divano, due poltrone ed un tavolino…il tutto al prezzo di 4 dollari per notte con colazione...che pacchia!
Il mio obiettivo era di andare all’ambasciata russa e provare nelle mie precarie condizioni di documenti ad ottenere il visto, così mi sono ben coperto e mi sono diretto all’ambasciata. Avevo una tremenda Active Imagepaura che mi dicessero che il visto non potevano darmelo in quanto per legge richiedevano due pagine libere ed io ne avevo a malapena una. Come sono arrivato davanti alla finestrella, gli mostro il mio passaporto e lei immediatamente mi risponde: “Mi dispiace ma il visto non te lo possiamo dare”.
In quel momento il cuore s’è fermato, solo un cosa mi passava per la testa, la frase: “Nicola, il viaggio finisce qui, devi prendere un aereo diretto per l’Italia”. Il pregarla è stato inutile e così sono tornato nel mio Yurt con una tristezza che penso possiate ben capire.
Mi sono messo sul letto ed ho cominciato a ripensare a tutta la strada che Active Imageavevo fatto per arrivare fino a qui e ad un certo punto mi sono detto: “No, non può finire così”, e allora ho tentato l’impossibile, cosa che per motivi di sicurezza è meglio che non vi racconti…
Dopo 2 giorni mi dirigo di nuovo all’ambasciata con le 2 pagine libere (ma non vi dico come si sono liberate), e per fortuna l’ambasciatrice non era la stessa; consegno i documenti e mi dice di passare poi venerdì per il ritiro. Neanche posso spiegarvi i salti di gioia che ho fatto una volta uscito dall’ambasciata.
Nel frattempo ho girato tutta la città, visitando templi come il Gandantegchinlen Active ImageKhiid, the Maharaja Sum e lo stupendo Choijin Lama temple, uno dei più belli che abbia visto in Mongolia. Poi, viste le tremende temperature, con picchi al di sotto dei 25 gradi, mi sono fatto una bella scorpacciata di musei e lì ho visto moltissimi resti di dinosauri ritrovati nel bel mezzo del deserto del Gobi.
La cosa più impressionante è stato vedere i resti di due dinosauri in combattimento, un Protoceratops ed un Velociraptor. Ho visitato poi Sukhbataar square, la piazza principale ed il Zaisan memorial, costruito  dai russi  su un’altura per commemorare tutti gli eroi e i caduti in battaglia…insomma ho girato tantissimo ma l’esperienza più Active Imagebella l’ho fatta quando mi sono diretto a Terelj, non molto lontano da Ulaan Baator e facilmente raggiungibile.
Il villaggetto dove sono andato si trovava dentro il parco nazionale, il tutto una cinquantina di case, ed io ho affittato uno Yurt all’estremità del villaggio. Mi ero portato una bella scorta di cibo, come pane, uova, un salame, zuppe istantanee, marmellata, cioccolata, formaggio e 4 bottiglie d’acqua. Il villaggio era completamente vuoto: forse in quel posto sperduto saremo stati una ventina in tutto! Come sistemato, mi arrampico subito su un’altura adiacente al mio Yurt e, dopo una mezzoretta di cammino, ne raggiungo la vetta…la vista Active Imageera incredibile: un’immensa distesa di neve, qualche boschetto qua e là e nient’altro. Mi sono dovuto sbrigare a riscendere in quanto si stava facendo notte e di voli ne ho fatti ma la soffice neve ha attutito le mie cadute! Al rientro nello Yurt ho acceso un gran fuoco e mi sono cucinato una
zuppa: risultato terribile, per fortuna che qualche panino ha placato il mio appetito, poi mi sono messo ad ascoltare un po’  di musica e penso che verso le 21 stavo già dormendo.
Il mattino seguente era il giorno che stavo aspettando. Verso le 13 mi sono fermato per fare una sosta e mangiare qualche panino e, come mi sono Active Imagefermato, il freddo mi ha preso per tutto il corpo. Un freddo incredibile, con i piedi che cominciavano a congelarsi e non solo, non sentivo più le mani, non potevo tornare indietro in quelle condizioni, così decisi di racimolare un po’ di legno in un boschetto non molto lontano da dove mi ero fermato ed accendere un bel fuoco. E che fuoco che vi ho acceso!
Dopo essermi riscaldato ho cominciato la strada a ritroso, ma il vento faceva calare la temperatura a numeri incredibili (solo al mio rientro ho saputo che stavo camminando a meno 30 gradi) e ci avrò messo 3 ore a rientrare. Durante il cammino non Active Imagepotevo aprire la bocca, i baffi e la barba mi si erano congelati, avevo ghiaccio su tutta la faccia: al mio arrivo la prima cosa che ho fatto è stato spaccare un po’ di legna e accendere un bel fuoco all’interno dello Yurt per scaldarmi, dopodichè era giunta l’ora della cena e qui un’altra tragedia: avevo finito l’acqua e, non essendoci il bagno o altre facilità, non potevo chiederla a nessuno! Anche perché…a chi la chiedevo? Alle mucche?
Così sono uscito dallo Yurt ed intorno a me vedevo solo neve. Finalmente la neve, la quale mi è stata avversaria per tutto questo tempo, mi ha aiutato. Ne ho preso un gran quantitativo e, dopo averla messa dentro una pentola, l’ho fatta bollire. Avevo Active Imagefatto così tanta acqua che potevo creare un oceano. La zuppa è stata buonissima, poi mi sono cucinato anche le uova e mi sono mangiato praticamente tutto quello che mi ero portato, più mangiavo e più mi veniva fame, alla fine sono dovuto uscire (col tutto che faceva un freddo boia) per digerire e, quando sono uscito, ho visto un cielo strapeino di stelle. Sembrava così vicino che potevi toccarlo; intorno a me non c’era niente, ero solo nel bel mezzo del niente. Mi sono addormentato subito dopo ed al mio risveglio ho ripreso l’autobus per Ulaan Baator. Lo so che non ho fatto niente d’eccezionale: se mi parlate di spiagge Active Imagesono pieno d’esperienza, ma per me, usando metodi basilari di sopravvivenza, è stato interessantissimo riuscire a godermi quei posti. Con il tutto che non ero per niente preparato, premetto che la neve arrivava alle ginocchia e io camminavo con le Nike air max: non so se vi rendete conto!
La Mongolia, beh! Per me troppo fredda, ma bellissima...Meglio visitarla verso luglio, durante il Nadam Festival, ma a me è piaciuta così. Ero l’unico che viaggiava per questi posti sperduti, ed il tutto organizzato con le mie sole forze.
Ora mi aspetta l’ultima avventura: la TRANSSIBERIANA, diretta fino a Mosca…
Il racconto dell’esperienza russa, dove Nicola ha riabbracciato la sua mogliettina Lena, vi giungerà a breve. Nicola il viaggiatore infatti è tornato a Frascati, dopo 529 giorni di viaggio, dopo aver visitato 25 nazioni! Ha voluto fare una sorpresa a tutti…e ci è riuscito!
Active ImageBentornato Nicola….

 

   

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Ciao, Giancarlo ....

  Giancarlo Marcotulli

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