
La Federazione Italiana Rugby informa che non proseguirà nella candidatura ad ospitare la Rugby World Cup 2023. La decisione è stata assunta a seguito delle consultazioni degli ultimi giorni con la Presidenza del Consiglio e con il Comitato Olimpico Nazionale Italiano.
È quanto si legge sul sito della FIR e, nell’andare avanti con le dichiarazioni dell’appena riconfermato presidente Alfredo Gavazzi, non è difficile scorgere attacchi indiretti al parafulmine di tutti i mali di Italia: il NO alle Olimpiadi della città di Roma.
Ma andiamo con ordine e riportiamo i passi del presidente della Federazione.
“Da sempre strettamente collegata a quella delle Olimpiadi di Roma 2024, la candidatura alla decima edizione della Rugby World Cup non ha più le condizioni per proseguire, cosi come convenuto con il Governo ed il CONI”.
“Rimaniamo convinti delle grandi potenzialità della candidatura italiana, che avrebbero portato indubbi benefici e necessarie migliorie negli stadi italiani e siamo consapevoli di perdere una fantastica opportunità per radicare ancor più i nostri valori ed il nostro sport nel tessuto sociale italiano, ma dobbiamo prendere atto di come ad oggi non vi siano le basi per continuare questo percorso. Voglio ringraziare il Presidente del CONI Malagò per aver sostenuto la nostra candidatura sin dai suoi primissimi passi: sappiamo che condivide la nostra delusione per un’opportunità perduta. Ringrazio anche i dieci Comuni che avevano manifestato il proprio interesse ad ospitare gli incontri della Rugby World Cup nei propri stadi ” ha concluso il Presidente della FIR.
Ricordiamo come questa dirigenza FIR sia la stessa che si era già candidata ad ospitare il mondiale 2015…perdendo! Ma è anche la stessa che non riesce nemmeno a vendere i diritti TV delle partite delle sue due franchigie “celtiche” e che spesso fatica a piazzare decentemente quelli delle partite della Nazionale. La stessa che sta conoscendo, in termini di risultati agonistici, il periodo più buio e basso, facendo registrare un immobilismo che di fatto va azzerando la crescita qualitativa del movimento.
Ma, soprattutto, questa decisione condivisa con CONI e Presidenza del Consiglio, stride con le accuse stesse che i medesimi attori hanno indirizzato alla Giunta capitolina, rea, a loro dire, di non aver capacità di governo e coraggio per realizzare un evento globale in un periodo come quello attuale. CONI e Presidenza del Consiglio dicono NO alla candidatura italiana per i mondiali di rugby del 2023 (evento ben più leggero e facile di un Olimpiade), dopo aver criticato chi ha detto NO alle Olimpiadi.
Verrebbe quasi da ridere se non fossimo in Italia, ma purtroppo siamo in Italia… e la coerenza continua a non avere corso legale in questo Paese.



