Plastica: la Regione ne vuole tentare la riduzione

 

“Lazio Plastic Free” è il nuovo progetto che la Regione Lazio intende mettere in atto per contrastare l’inquinamento da plastica. Un progetto pieno di buoni propositi, appena deliberato in Giunta, che mostra buone intenzioni, ma tutto da verificare, oltre i proclami che lo hanno accompagnato.
Le azioni contemplate sono cinque, articolate in dieci punti, secondo la logica strategica delle 5 R: riduzione, recupero, riciclo, rigenerazione, e riuso delle materie plastiche.
L’obiettivo primario è quello di contrastare, fattivamente, l’inquinamento causato dalla plastica che rappresenta una vera e propria emergenza mondiale.

 

STRATEGIA DELLE 5 R
Riduzione:
1) La Regione sta lavorando per definire un accordo che riduca gli imballaggi in plastica e il recupero delle eccedenze alimentari. Inoltre è previsto di instaurare, con gli enti ospedalieri, una sorta d’intesa finalizzata al decremento del packaging.
2) In collaborazione con le associazioni ambientaliste, il progetto prevede l’istituzione del Premio Comune Plastic Free, una specie di incentivazione agli enti locali che promuovono la riduzione, il riciclo e il riuso della plastica. La sua azione affiancherà quella già precedentemente avviata e promossa dalla Regione, come quella dei Comuni Ricicloni.

 

Recupero:
3) In un’ottica di recupero e studio della plastica in mare, la Regione Lazio ha sottoscritto un protocollo d’intesa con COREPLA e ARPA LAZIO, forte anche di una sinergica collaborazione da parte dei pescatori, i quali verranno aiutati nel superamento di costi e procedure gravose per conferire facilmente i rifiuti che raccolgono durante le operazioni di pesca.
4) Massiva installazione, nei principali punti vendita, di ecocompattatori di rifiuti in plastica e di altri materiali come vetro, carta e alluminio, con conseguenziali vantaggi per gli utenti/consumatori.

 

Riciclo:
5) Per tutti i Comuni e le imprese che diminuiranno la produzione in plastica verranno previste delle agevolazioni, attraverso l’istituzione della TARIP (Tariffa Puntuale sui Rifiuti). L’investimento, in termini economici, è di 2milioni di euro e in autunno partirà il primo bando.
6) Introduzione di una nuova figura per la corretta gestione del ciclo dei rifiuti negli Enti Pubblici, negli ospedali, negli istituti scolastici e nelle grandi aziende. I corsi e le certificazioni saranno a carico dell’Arpa Lazio, che avvierà le prime lezioni da settembre prossimo.

 

Rigenerazione:
7) Realizzazione di centri per il riuso con l’intento di aprirne uno per ogni provincia del Lazio, oltre ad uno o due nella città di Roma
8) Innovazioni tecnologiche e istituzione di specifici impianti finalizzati alla chiusura del trattamento dei rifiuti in plastica nel Lazio. A tal fine verrà favorita la realizzazione di una filiera industriale per il riciclo della stessa plastica, in modo da trasformarla in una opportunità economica ed imprenditoriale.

 

Riuso:
9) Con il Green Public Procurement verrà favorita la sostenibilità ambientale attraverso una premialità su appalti/acquisti “plastic Free”. Una sorta di vademecum meritocratico in materia di appalti regionali, indirizzato alle amministrazioni e a servizi pubblici che non usano plastica o usano plastica riciclata.
10) Campagne di sensibilizzazione ed educazione ambientale nei comuni e nelle scuole del Lazio, sostenute dalla Regione Lazio in collaborazione con Corepla e le associazioni ambientaliste, in modo da incentivare una corretta e consapevole gestione dei rifiuti. Le attività inizieranno con il nuovo anno scolastico.

 

Proprio ieri mattina la Giunta, approvando la delibera, ha voluto imprimere una svolta su un tema che è all’ordine del giorno, quello dei rifiuti, che parte dalla consapevolezza di voler voltare pagina. La quantità di risorse gettate in un cattivo ciclo dei rifiuti è diventata insopportabile. Nicola Zingaretti: <<Un modello di sviluppo sostenibile dimostra che si può spendere meno, produrre qualità della vita e ricchezza. Non c’è la bacchetta magica ma è l’inizio di un’azione sistemica con scelte strategiche come il green manager. Negli ultimi anni abbiamo speso 180 milioni per la riconversione green delle imprese, e ora siamo la seconda regione: eravamo quarti. Sono investimenti che hanno un impatto immediato. Abbiamo poi già realizzato 155 interventi sul settore energetico su palazzi, scuole e municipi risparmiando 4 milioni l’anno. Abbiamo alle spalle una stagione in cui abbiamo molto investito. Oggi apriamo un altro fronte che vuole trasformare il ciclo aggredendo nodi strutturali come quello della plastica>>.