| |
Matteo Filipponi su Facebook
|
|
|
Metti un pandoro, un bottiglia di bollicine ed i classici dolci natalizi. L’atmosfera è quella che da sempre governa i party redazionali di Quaderni in occasione delle festività natalizie: serena e distensiva. C’è sì la curiosità di vedere al gran debutto in società la solita faccia nuova che entra a far parte del gruppo giornalistico, ma anche molta stanchezza e rilassamento nel giorno in cui Roma e Castelli Romani vengono in contatto con il formato pocket di Quaderni Tuscolani. È il 19 dicembre 2008, nel locale siamo i soli pochi intimi della redazione. La rivista, uscita già in mattinata, ha riscosso un gran sucesso ed una valanga di consensi. Siamo al volgere della festa, manca solo il brindisi finale. Ecco comparire anche Giancarlo, è di passaggio verso casa, ma non si nega un brindisi in amicizia. È la scusa per mettere anche definitivamente il punto su un rapporto di collaborazione con Quaderni solamente abbozzato e che avrà il suo battesimo con il servizio a più mani sul famoso manoscritto Voynich, dal nome dell’antiquario russo Wilfred Voynich che lo ritrovò frugando nella biblioteca dei Gesuiti di Villa Mondragone, a Frascati, nel 1912, quando si riteneva ormai perduto per sempre, scomparso da più di tre secoli.A Giancarlo piaceva il nostro giornale, come tutto ciò che in qualche modo era riconducibile a ciò che di buono il nostro territorio è in grado di esprimere. Era felice di mettere anche la sua firma su un lavoro che a questo punto dedicheremo anche e soprattutto alla sua memoria. D’altronde la cultura e l’acume che impreziosivano il bagaglio di Giancarlo erano per noi strumenti imprescindibili per il lavoro che ci apprestavamo a fare.Arriva l’ora del brindisi: tutti pronti. Giancarlo partecipa, ma non beve: perfino lui, esempio di indipendenza e libertà, di tanto in tanto si piegava ai consigli di qualcuno, in questo caso del medico. Con un diabete cronico e varie altre patologie annesse, meglio evitare le controindicazioni offerte da un bicchiere di bollicine. Ciononostante Giancarlo, meno di una settimana dopo, entrava in ospedale, ad Albano laziale, per non uscirvi più da vivo. Più volte consigliere comunale, capogruppo e assessore per i DS e poi per il Partito Democratico, Giancarlo Marcotulli era stato in passato anche vice presidente del Consorzio Acquedotto Doganella e dell’Istituto Regionale delle Ville Tuscolane (I.R.V.I.T.).Più di recente era stato eletto nella rappresentanza nazionale del Partito Democratico e, per la corrente “dalemiana” della formazione politica (RED), la scorsa estate aveva organizzato la convention di Villa Tuscolana alla quale avevano partecipato ex ministri e amministratori regionali.Grande giocatore ed appassionato di scacchi, amava in egual misura filosofia (vi si laureò giovanissimo) e politica. Su quest’ultimo tema nessun personaggio politico, più o meno noto, e di qualsiasi schieramento e fede, si vergognerà mai di affermare di aver ricorso a Giancarlo per un consiglio, un chiarimento, o una spiegazione che fosse su argomenti come la res publica, la politica, la macchina istituzionale ecc. Giancarlo consigliere, amico, disponibile, generoso, acuto, intelligente, colto. Non mancano gli aggettivi per descrivere Giancarlo, purtroppo, vista la repentinità con cui ci ha lasciato, ci sarà mancata solo l’occasione per poterglielo dire in faccia.Ciao Giancarlo, grazie per quello che ci hai insegnato.RANIERO LAUCIANI
|
|
|
|
Scarica il pdf Speciale Natale "Quaderni Pocket"
|
|