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Tor Vergata, addio Mondiali di nuoto 2009! |
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QUALE FINE PER IL PROGETTO CALATRAVA? ROMA (20 novembre 2008) - Esce di scena l'incompleta Città dello Sport di Tor Vergata, che non sarà utilizzata neppure per la cerimonia di inaugurazione, prevista invece ai piedi di Castel Sant'Angelo. E i riflettori si concentrano sul Foro Italico, sede di quasi tutte le gare. Qui è stata trovata un'intesa tra Coni e Comune sulla ristrutturazione del Centrale del Tennis, dove sarà montata una piscina per la pallanuoto.
Ed è stata appaltata ad un partner esterno la realizzazione del villaggio ospitalità, del centro stampa e del broadcasting center per le tv internazionali, nonché l'ampliamento delle tribune dello stadio del nuoto, per portarle a 15 mila posti. Sui mondiali di nuoto, in calendario a Roma dal 18 luglio al 2 agosto 2009, resta però forte l'incognita cantieri, perché i tre poli natatori previsti per l'allenamento delle squadre devono essere completati entro maggio 2009. Così come il nuovo Centrale del Tennis, i cui lavori però, dopo lo stop imposto a maggio dalla giunta Alemanno, non sono ancora ripresi. Rispetto al progetto originario in cemento armato, giudicato dal Campidoglio troppo impattante, si è trovato un accordo con il Coni per una struttura smontabile in acciaio, senza copertura, dal costo di circa 30 milioni. «Il Coni ha un impegno spesa di 25 milioni - spiega il commissario per i Mondiali Angelo Rinaldi - il resto dovrebbe essere attinto dai finanziamenti governativi all'interno dei festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia».Quanto ai poli natatori in programma, solo quello a Ostia, dove si svolgeranno le gare in acque libere, sarà dotato di foresteria, mentre gli altri due (a Valco San Paolo e Pietralata) saranno attrezzati solo con le piscine. Al Foro Italico, intanto, il Coni ha completato i lavori di manutenzione straordinaria. «Si tratta di interventi da 6,8 milioni iniziati già nel 2005, indipendentemente dai Mondiali - ricorda Ernesto Albanese, direttore generale Coni Servizi - ai quali vanno aggiunti 500 mila euro ad hoc per l'evento dell'anno prossimo».Il Comitato Organizzatore Roma '09 ha stanziato invece (insieme alla Federazione Italiana Nuoto) 1,1 milioni per rifare gli spogliatoi della piscina coperta e realizzare una delle sottotribune dello stadio del nuoto. Mentre 3,5 milioni del budget del Comitato (che ammonta in totale a 45 milioni) sono destinati alle infrastrutture smontabili, tra le quali spicca la realizzazione del villaggio ospitalità.«La gara bandita - dice Roberto Diacetti, direttore generale del Comitato organizzatore Roma '09 - è stata vinta dalla Jumbo Grandi Eventi (controllata dalla Globe Event Management, tra i cui soci c'è il Fondo di Private Equity Orlando Italy, ndr) insieme alla società francese GL Events, che si occuperanno anche della vendita degli spazi promozionali e di gestione della ristorazione. Il villaggio sarà suddiviso tra un'area commerciale di 12mila metri quadri, dedicata agli spazi espositivi per gli sponsor e le grandi aziende; uno spazio eventi e spettacoli con attigui ristoranti e un'area vip di 5.400 metri quadrati». «Prevediamo un afflusso giornaliero di almeno 30mila persone - continua Diacetti - il villaggio sarà uno dei luoghi più frequentati dell'estate romana».Intanto prosegue la caccia agli sponsor, con contratti firmati da 7,5 milioni («ma ci sono trattative in corso con altre aziende»), mentre il 1° gennaio parte la vendita dei biglietti e a marzo si chiude la selezione dei 2.500 volontari. Quanto alla cerimonia di inaugurazione, tramontata l'ipotesi Tor Vergata, la location più accreditata è sotto Castel Sant'Angelo.«Contiamo di montare un palco da 5mila posti - conclude Diacetti - ci sembra un posto strategico per consentire alla città di partecipare all'evento».Sul fronte infrastrutture, resta incerto il destino della Città dello Sport dell'architetto spagnolo Calatrava. Accantonata l'idea di ridimensionare il progetto originario («anche per evitare di pagare pesanti penali», chiosa Alessandro Cochi, delegato allo sport del Campidoglio), il sindaco Alemanno ha segnalato che vanno «reperiti 200 milioni per completare l'opera».Ultimo capitolo, gli impianti sportivi privati. La delibera 85/2007 del consiglio comunale autorizza la costruzione di strutture sportive «funzionali allo svolgimento del grande evento» (per allenamento e ospitalità delle squadre). Le conferenze di servizi si sono chiuse con il via libera ad una ventina di progetti presentati da circoli privati. Solo chi aveva in cantiere una piscina di 50 metri (come il Circolo Canottieri Aniene o il Roma Team Sport) ha avuto però il via libera anche ad una foresteria. Un criterio che Cesare Pambianchi, presidente dell'associazione gestori impianti sportivi, definisce «arbitrario». La regola, fissata dalla precedente amministrazione, potrebbe essere modificata. Ma l'assessore ai lavori pubblici capitolino Fabrizio Ghera prende tempo e dice «Stiamo studiando il fascicolo».ANDREA GAGLIARDI, IL SOLE 24 ORE |
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