Il dolore di una città per l’assurdo destino di Gloria

 

Quello della sicurezza stradale è un tema delicatissimo e sempre attuale, nei confronti del quale il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dedica la necessaria attenzione.
Un’attenzione che va al di là delle norme da impartire, ma che punta i riflettori sull’etica comportamentale al fine di porre il rispetto per la vita e per la persona umana al centro di tutto. L’educazione stradale, le campagne di comunicazione istituzionale, l’omologazione e approvazione di nuovi dispositivi segnaletici, la regolazione della circolazione e il controllo delle infrazioni, sono i mezzi che vengono messi in campo per arginare il fenomeno incidentistico.

 

Gli ultimi dati Istat, relativi al 2017 e riscontrati su tutto il territorio italiano, parlano di 174.933 incidenti stradali con lesione alle persone (in calo rispetto al 2016), con 3.378 morti e 246.750 feriti. Ma il numero dei morti torna a crescere, sempre rispetto al 2016, e la crescita riguarda soprattutto pedoni e motociclisti. Le cause maggiori sono riconducibili alla distrazione, al mancato rispetto della precedenza e alla velocità, ma non esiste codice della strada che può, probabilmente, mettersi contro un destino aberrante come quello che ha causato la morte di Gloria Di Iasio (NELLA FOTO) a Ciampino.

 

Il 21 gennaio scorso, in una sera come tante mentre portava fuori il suo cane, è stata investita, in Piazza della Pace, da un’auto guidata da una ragazza di 20 anni.
A distanza di una settimana, dopo una lunga agonia, Gloria non ce l’ha fatta. Le versioni, in merito all’accaduto, sono state tante. C’è chi dice che la ragazza alla guida sia scappata per poi essere fermata da alcuni pedoni che hanno assistito all’incidente, e poi c’è chi afferma che, la stessa ragazza, non si è resa conto di ciò che era successo e che, quando è stata fermata, non ha esitato un attimo a tornate indietro. E poi ci sono tutti coloro che hanno emesso delle sentenze, più o meno attendibili, dando per scontata, ma senza alcuna prova, l’alta velocità.

 

Ma di certo, in tutta questa faccenda, è che qualsiasi ipotesi o illazione non potrà mai dare una spiegazione logica a quel fatale attimo in cui il destino di due giovani donne è stato segnato per sempre. Le autorità, in seguito alle indagini in corso, potranno ricostruire i fatti, ma non potranno mai cambiare una cruda realtà in cui, se è vero e inaccettabile che la vita di Gloria sia stata cosi brutalmente stroncata, è altrettanto vero che l’esistenza della ragazza al volante non sarà più la stessa.
Per il resto della sua vita dovrà convivere con i sensi di colpa e quel senso di morte di cui mai riuscirà a liberarsi!